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12 Settembre Set 2013 0636 12 settembre 2013

"Internet Love", quando l'amore (non) è virtuale

Parte domani ilFestival della Filosofia di Modena, quest'anno dedicato all'Amare. Tre giorni di passione, emozione e tenerezza, in versi, pensieri, suggestioni... Internet Love è il nome di una delle conferenza sul tema. Se ne parlerà sabato sera a Sassuolo.

QUANDO L'AMORE (NON) È VIRTUALE- C’è chi ha ridefinito le regole dei flirt per aggiornarle al contemporaneo digitale o chi, facendosi parodia delle ossessioni femminili, non può esimersi dal citare whatsupp, la Fidanzata Psicopatica Selene Maggistro, un personaggio che sta meritatamente conquistando facebook e twitter!

FILOSOFIA E AMORE- E poi c'è anche chi porta il tema Amore e Social Network nelle aule universitarie e al Festival della Filosofia di Modena. Internet love è il titolo della lezione magistrale della dottoressa Maura Franchi, docente di Sociologia dei Consumi all'Università degli Studi di Parma, Facoltà di Economia e Master inWeb Communication e Social Media. In attesa di ascoltarla sabato sera a Sassuolo le ho chiesto di rispondere a qualche domanda.

In quale accezione parlerà dell'Amore?

Cercherò di interrogarmi intorno ai cambiamenti introdotti dalla rete nelle relazioni sentimentali. Spesso si leggono analisi un po’ sbrigative in proposito. Ad esempio, si dice che le reti sarebbero l’espressione della nostra incapacità di relazione o della tendenza all’indebolimento dei legami, alle relazioni usa e getta. Io credo che queste risposte non facciano davvero i conti con il cambiamento. Ogni epoca propone luoghi e forme per rispondere a questioni eterne, come l’amore o l’amicizia.

Qual è il nesso (filosofico?) tra Internet e amore?

L’amore è un tema universale della filosofia. Non potrebbe non essere così, dal momento che è una dimensione essenziale del nostro rapporto con la vita e con l’altro. L’amore ci mette a contatto con le nostre emozioni profonde.La diffusione di una comunicazione mediata dalle tecnologie favorisce la nascita di relazioni virtuali che tendono a disconnettersi dalle esperienze della vita quotidiana? Internet ha trasformato l’antropologia dell’amore, oppure è solo uno strumento di comunicazione che lascia inalterata, nella sostanza, la dinamica delle relazioni sentimentali? Sono domande frequenti. Le reti sociali hanno ridisegnato – e non solo per i più giovani - le pratiche e i vissuti soggettivi delle relazioni sentimentali. Hanno cambiato le modalità di corteggiamento e di incontro, la gestione delle relazioni, le ragioni della gelosia e di conflitto, i vissuti che accompagnano il gioco amoroso. Tutto ciò che implicazioni avrà per i rapporti d'amore?

Come ha iniziato ad interessarsi all'argomento?


Mi interessa molto ragionare sulle trasformazioni antropologiche introdotte dalle tecnologie. Da qualche anno lavoro sul tema dei social network per analizzare l’influenza che questi hanno sulle scelte e sulle immagini sociali. Ho scritto un libro insieme ad Augusto Schianchi (un collega economista) “Scegliere nel tempo di facebook. Come i social network cambiano le nostre preferenze”, Carocci. Poi la Direzione del Festival della Filosofia, mi ha proposto questo titolo “Internet Love” e mi è sembrato molto stimolante.

Ci sono degli studi a riguardo che vuole citare?

In effetti cominciano ad esserci diversi tipi di ricerche, soprattutto in USA, ad esempio sul tema dell’efficacia dei siti di dating online per avere unioni felici. In sostanza si analizzano le tecnologie del matching sentimentale, nella stessa logica con cui si analizzerebbe l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Inutile dire che nessuna previsione è possibile e che per fortuna il successo o l’insuccesso delle relazioni non è prevedibile. Non vale molto la pena di seguire quella strada di ricerca. Piuttosto è interessante interrogarsi su come cambiano i vissuti e i comportamenti.

Ci si innamora online oppure la rete è solo un mezzo per darsi la possibilità di passare insieme offline quei secondi necessari per innamorarsi?

La comunicazione su FB consente un’intimità anche maggiore talvolta di quella face to face perché siamo protetti da uno schermo. Possiamo dire cose che non oseremmo dire a voce ad uno sconosciuto. Siamo gratificati dal fatto di essere ascoltati.
I social network non sono comunità virtuali, ma strumenti che consentono l’apertura a nuovi mondi e a nuovi contatti che, per lo più, vengono trasferiti nella vita reale. I social network tendono ad allargare il nostro spazio sociale, ma, ovviamente, non esauriscono le esigenze di conforto e di sostegno emotivo di cui abbiamo bisogno. Per queste restano indispensabili i rapporti diretti, le cerchie ristrette di amici.
Così accade in effetti. Si può chattare con il compagno di scuola e poi, si può uscire per incontrarlo. A me sembra che si allarghino le modalità e le esperienze di comunicazione anche tra i giovanissimi e i preadolescenti.
È cambiato il modo ma non il bisogno di parlare con gli altri. In rete possiamo condividere le nostre pene, i nostri dubbi, trovare ciò che di comune lega le esperienze. possiamo chiedere cose che di persona non potremmo chiedere.

Cosa significa innamorarsi? Cosa amare?

Due termini diversi. Innamorarsi è accendere una scintilla, amare è costruire una relazione che abbia una durata, o quanto meno che si proietti nel tempo e contenga un progetto.
Innamorarsi è considerare l’incontro il punto di avvio di un nuovo inizio. Amare è qualcosa di più impegnativo. Ma ci sono tante forme di amore, le definizioni rischiano di irrigidire la pluralità delle esperienze.

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