Andrea Guarise
ABC. A-Always, B-Be, C-Closing
16 Settembre Set 2013 1249 16 settembre 2013

Italia: Paese delle opere incompiute e dei rinvii

In tutta Italia ci sono almeno 600 opere pubbliche mai completate. Opere fantasma che gravano sul bilancio dello Stato da decenni e che hanno tutte un comune denominatore: voragini senza fondo nello sperpero di denaro pubblico. Qualche dato? Impossibile quantificare, anche da parte della Pubblica Amministrazione, che continua a rimandare i provvedimenti di controllo.

La scadenza resta il 1995. Certo, potrebbe esserci un piccolo slittamento (1988, DeMichelis sul Mose, ancora da finire).

Il nostro è un Paese strano: si chiede sempre la mano pubblica per diversi campi della vita economica e sociale, e quando lo Stato interviene in taluni ambiti, come quello infrastrutturale e delle “grandi opere” sono ormai decenni che vige il motto “si sa quando iniziano i lavori, ma non quando finiscono”; e questa frase dell’allora vicepresidente del Consiglio Gianni De Michelis suona oggi alquanto simbolica.

E di opere pubbliche incompiute se ne parla da tempo immemore: ad esempio nel 1996 l’allora leader della Cgil Sergio Cofferati così parlava: “I progetti non completati hanno un costo molto elevato. Per l'immobilizzo dei capitali finalizzati a quell’opera, ma anche per gli oneri di sorveglianza dei cantieri”. Una frase che a diciassette anni di distanza suona ancora amaramente attuale.

Ma le cose non paiono cambiare, anzi: alla fine di agosto, come riporta Il Sole 24 Ore è stato rinviato al 2014 (la nuova data limite è il 20 aprile 2014) il monitoraggio delle opere finanziate con risorse pubbliche, e il loro stato di avanzamento, dato che la data del 30 giugno scorso è stata sorpassata senza che nulla accadesse. Il Paese dei rinvii.

Ed è per questo che voglio segnalare l’iniziativa partita da pochi giorni sul sito del National Geographic Italia, cui tutti possono partecipare attivamente e concretamente segnalando un’opera abbandonata e incompiuta di cui sono a conoscenza.

Il tempo degli sprechi e delle cattedrali nel deserto è ampiamente finito, e dato che a quanto pare al Ministero dell’Economia hanno qualche problema di conto non ci resta che aiutare i dirigenti del Ministero nell’opera di censimento.

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