L’Italia in numeri
17 Settembre Set 2013 0849 17 settembre 2013

Intervento in Siria: l’opinione pubblica è contraria

La possibilità di un intervento armato in Siria, a seguito dell’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad, sembra, per ora, scongiurata o forse solo rinviata.

L’iniziativa diplomatica di Putin è servita quantomeno a prendere tempo. Ma la obiettiva impossibilità di riuscita, sottolineata da tutti gli osservatori, della missione ONU, che dovrebbe verificare i depositi di armi chimiche del regime siriano, potrebbe rendere presto di nuovo attuale l’ipotesi, annunciata da Obama, di un intervento.

Uno degli aspetti che più ha frenato l’attuazione, data per scontata fino a qualche giorno fa, dell’azione di forza, è stata certo la pressione dell’opinione pubblica. Secondo un sondaggio condotto da IPSOS negli Stati Uniti una decina di giorni fa, solo il 25% della popolazione era d’accordo con l’intervento, mentre il 46% era contrario (il resto non si pronunciava). Analoghi risultati emergono da un sondaggio compiuto nel Regno Unito. In Russia, poi, secondo una ricerca di “Levada” i favorevoli sono solo l’11%. In Francia, invece, stando ad una ricerca di CSA, la maggioranza relativa (il 45%) si colloca a favore di un intervento armato. 

Ma, anche in questo caso, il sondaggio è stato effettuato una decina di giorni fa. Più recenti sono i dati relativi all’Italia, ove la maggioranza schiacciante (75%, dati ISPO Ricerche) si dichiara contraria, in ogni caso, ad un’azione armata. A costoro, va forse aggiunto quel 22% (quindi all’incirca la stessa percentuale rilevata in USA) che si dichiara favorevole all’intervento, ma lo condiziona ad un sostegno dell’ONU. Sono di questo parere in misura maggiore i giovani (33%). La massima contrarietà si rileva tra gli elettori del M5S e tra gli astenuti e gli indecisi sul voto. Ma la maggioranza dei votanti per tutti i partiti è comunque schierata su questa posizione.

Non c’è dubbio che questo orientamento quasi unanime dell’opinione pubblica occidentale abbia condizionato non poco sin qui le decisioni dei leader politici.
 

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