Salute e dintorni
18 Settembre Set 2013 2230 18 settembre 2013

Ricerca scientifica: l'Italia ad un passo dal baratro

Mentre mezza Italia si interroga sulla tenuta del Governo nel pomeriggio di oggi, a Montecitorio, andrà in scena una manifestazione alla quale parteciperanno giovani provenienti da tutta Italia. Il titolo dell'evento lascia poco spazio all'immaginazione: “Non c'è futuro senza ricerca”. Uno slogan, ripetuto all'infinito dai politici, che mai si è trasformato in qualcosa di realmente concreto. L'Italia infatti non brilla certamente per investimenti nella ricerca scientifica. Ma la manifestazione di oggi ha un sapore ben differente e non è legata agli scarsi finanziamenti. Con “Non c'è futuro senza ricerca” gli scienziati italiani vogliono esprimere tutto il loro disappunto nei confronti delle decisioni del Parlamento in merito alla sperimentazione animale.

Lo scorso 31 luglio, nella calura estiva, presso l'aula del Senato si è discusso del recepimento della direttiva 2010/63/Ue dell’Europarlamento sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Un testo fortemente voluto dall'Europa per armonizzare la disciplina di tali pratiche che concilia le esigenze della ricerca e il benessere degli animali. Non è un caso infatti che sia stata redatta dopo numerosi confronti tra scienziati ed animalisti. La direttiva in questione, prima dell'estate, era già stata recepita tale e quale da molti degli stati europei. Il Parlamento italiano invece, in controtendenza rispetto a tutte le altre nazioni, ha deciso di introdurre alcuni emendamenti che di fatto stravolgono la direttiva rendendo la vita dei ricercatori ancora più complicata.

L'episodio, complice il periodo estivo, sembra essere passato in sordina. Ma la decisione del Parlamento potrebbe definitivamente affossare la già provata ricerca biomedica italiana. Uno degli emendamenti più contestati riguarda il divieto assoluto di effettuare la tecnica dello xenotrapianto, una metodo che consiste nel trapianto sui topi di tessuti tumorali dei malati per studiarne le caratteristiche e individuare le migliori cure. Tecnica che ha permesso negli ultimi anni di individuare con successo combinazioni di farmaci capaci di salvare numerose vite. Una decisione inspiegabile che rappresenta un vero e proprio danno, in ultima istanza, per i malati di oggi e per quelli di domani. Con questi emendamenti potremmo essere veramente giunti al punto di non ritorno.

Nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato senatrice a vita Elena Cattaneo, scienziata di fama internazionale. Le polemiche non si sono fatte attendere soprattutto per quanto riguarda lo stipendio che percepirà. C'è anche qualcuno che si è precipitato a fare il calcolo di quanto costerà allo Stato italiano qualora fosse longeva quanto la Montalcini. Al di là del calcolo di cattivo gusto bisognerebbe ricordare che forse, in Parlamento, ci vorrebbero più persone come la Cattaneo. La ragione è semplice: è vero, costerà cara. Ma quanti soldi verranno persi da ora in avanti se gli emendamenti fossero confermati? Chi verrebbe ad investire in Italia dopo l'approvazione di regole così restrittive? Non ho la sfera di cristallo e spero di sbagliarmi. Il destino però, in queste condizioni, sembrerebbe inesorabilmente segnato.

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