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19 Settembre Set 2013 1313 19 settembre 2013

Quel bastardo di un Dik e le due Mary Tommy Winkley

Questa mattina sto uscendo da casa in ritardo, voglio un po' controllare come vanno le cose con quel bastardo di un Dik. Intanto volevo vedere se esisteva ancora. Preso da altro, non lo ho più considerato molto e, una volta appurato che è ancora in vita, voglio ben vedere come se la passa. E se la passa alla grandissima. Intanto anche lui credo non sappia nemmeno che esisto, o almeno non gliene può importar di meno, sempre silenzioso e invisibile qual'è, perchè invece questa mattina, non appena sono arrivate le due Mary, le mie ingombranti "tate", è schizzato subito fuori dal garage, riempiendole di slecconate e di sgrug sgrug che sembravano ululati extraterrestri. Loro, le due grosse Mary, non mi hanno nemmeno salutato, fiondandosi invece verso il bastardo di un cane, sollevandolo da terra, abbracciandolo, ora una ora l'altra. Hanno poi cominciato a scartocciare delle leccornie per cani da un bel sacchetto nero-lucido. Ho riconosciuto la marca del negozio impressa in oro: “My sweet dog”, il più caro della città per altro. Dalla stessa borsa hanno levato anche la mia spesa, sono loro che acquistano il food per me, da una catena di supermercati molto molto cheap, mi sembra, dal nome stampato sui sacchetti a me destinati. Ah bella, mi intossicano di schifezze, mentre per il bastardo scelgono il meglio. Col mio denaro, eh? I prossimi giorni devo fare un discorsetto. Non oggi. Me ne vado senza profferir parola. Fuck you Tommaso, sei un codardo, mi sto dicendo.. Tommy Winkley


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