Andrea Cinalli
Serialità ignorata
19 Settembre Set 2013 1128 19 settembre 2013

Serie tv: 2013, l'anno d’oro del “murder mystery”

Sta tramontando l'era dei soporiferi polizieschi episodici (thank god!), e per chi, come il sottoscritto, cova una passione viscerale per i casi d'omicidio (rigorosamente fittizi!) diluiti in una o più annate, ecco la guida pazza che fa al caso vostro: tutti i "murder mystery" che l'opulento 2013 ci ha regalato

BROADCHURCH: Paesello di provincia in riva al mare. Una riva lambita dal sangue: sulla spiaggia viene rinvenuto il corpo esanime di Danny Latimer, 11enne di buona famiglia (è il puntuale commento dell'anziana dirimpettaia di turno a Studio Aperto). La family è comprensibilmente straziata, ma il dolore che pulsa in Broadchurch è di un realismo struggente grazie all'ottima recitazione di David Tennant e Olivia Colman, che con nonchalance spiccano un balzo dalla commedia al 'drama'. E a rendere atipico il serial nel pittoresco scenario dei 'murder mystery' del 2013, è proprio l'esaltata drammaticità della vicenda, rifuggendo atmosfere eccessivamente thriller alla "The Killing" (vedi sotto).
[8 episodi; rinnovato per la 2^ stagione; ITV; UK] Voto: 9-

TOP OF THE LAKE: Siamo in Australia, in un piccolo paradiso terrestre perennemente immerso nella nebbia lattescente. Una foschia che cela omicidi e segreti assortiti. Il pretesto per trascinarci in questo intrico giallognolo è l'improvvisa scomparsa di Tui Mitcham, 12enne ingravidata e forse rapita dallo stesso uomo, ma col prosieguo della miniserie realizziamo che i crimini su cui focalizzarsi sono ben altri, e forse messi a segno col benestare della polizia locale... Pregevoli regia e scrittura cinematografica (guai se fosse stato altrimenti da parte di quel premiaccio Oscar di Jane Campion) e una strepitosa Elisabeth Moss nei panni della detective protagonista. Da seguire anche solo per rifarsi gli occhi con l'ambientazione.
[7 episodi; serie one-shot; BBC, Sundance Channel, UKTV; Australia, USA, UK] Voto: 8-

HEMLOCK GROVE: Avete presente i terrori notturni di "Twin Peaks"? Quel clima angoscioso che ti faceva accapponare la pelle, torcere le interiora e allo stesso tempo ti incollava allo schermo? Ebbene, tutto questo l'ho ritrovato in "Hemlock Grove", un supernatural murder mystery strettamente apparentato al capolavoro lynchiano che ha inoltre sancito il debutto nella serialità di Tim Roth. Come in "Twin Peaks", anche qui sappiamo cosa sia il killer (un inquietante lupo mannaro che nulla ha a che spartire con le fighette di "Twilight" e soci), ma non chi.
[13 episodi; rinnovato per la 2^ stagione; Netflix; USA] Voto: 8--

MAYDAY: Sono tutti pronti a celebrare il Calendimaggio in uno sperduto buco di provincia britannico. Tutti tranne Hattie, la 16enne reginetta della festa che sparisce nel nulla. Tra colpi di scena dosati alla meno peggio (accalcati tutti nel pilota, appiattendo in una relativa calma il resto degli episodi) e personaggi sfaccettati ma poco sfruttati, le indagini proseguono fino al colpo di scena di metà stagione, che ci traghetta verso un finale mistico rilucente per originalità fra i tanti 'whodunit'. Consigliato solo ai veri addicted della nuova tendenza poliziesca, altrimenti son sbadigli.
[5 episodi; serie one-shot; BBC One; UK] Voto: 7+

THE KILLING (stagione 3): Ci ha sfracellato il cuore, il finale della seconda annata che chiudeva il caso Rosie Larsen, e pure la successiva notizia della cancellazione. Perché due detective così sublimemente tratteggiati non li avremmo più trovati: non avrebbe avuto senso questa vita senza la depressione contagiosa di Sarah Linden ammortizzata dall'ironia pungente di Stephen Holder.
A novembre l'insperato miracolo: The Killing sarebbe risorto, ha annunciato il network AMC. E così è stato: una stagione ancora più accattivante, con un nuovo caso connesso a vecchie indagini della Linden accennate nelle prime season (a segnalare la grandezza dell'autrice, Veena Sud, che tutto aveva pianificato). Cliffhanger mozzalingua, sottile humour nero e personalità sopraffine sono gli ingredienti del ciclo. Peccato sia stato cancellato di nuovo. Altro miracolo in arrivo?
[12 episodi; cancellato dopo 3^ stagione; AMC; USA] Voto: 9+

PRETTY LITTLE LIARS (stagione 4): Eccolo lì: già me lo immagino il cinefilo di bocca buona che arriccia il naso. Ma lo vuoi capire che non si giudica una serie dal titolo (e dalla locandina)? Non sei davanti a un frutto aberrante della cesta di Disney Channel, bensì a un signor 'teen murder mystery', targato ABC Family. E' vero: nella terza stagione ha conosciuto una clamorosa sbandata, e le smielate sottosottosottotrame di impronta 'love' hanno avuto il sopravvento sulla storyline mistery, anzi la doppia storyline mystery: l'omicidio di Alison DiLaurentis e lo stalker che si spaccia per la morta ammazzata. Ora, però, a rinverdire il serial è un nuovo 'murder case': si indaga sull'omicidio del detective Wilden, quello che investigava sulla scomparsa di Alison. E la volontà di tornare al divertimento thriller degli esordi s'è subito palesata, riportando quel clima angosciante e quei motivetti incalzanti che enfatizzano le scene 'asintotiche': per intenderci, quelle che suggeriscono l'arrivo di risposte ma in realtà sollevano nuovi enigmi. Peccato, poi, che tale volontà vada scemando col susseguirsi degli episodi, anche se non ai livelli disastrosi della terza serie...
[24 episodi; in attesa della 2^ parte della 4^ stagione e rinnovato per la 5^; ABC Family; USA] Voto: 7 1/2

THE BRIDGE: E' proprio vero che l'alunna finisce per battere la maestra. Veena Sud, subalterna di Meredith Stiehm in "Cold Case", di cui quest'ultima era showrunner, ha sviluppato un capolavoro di 'crime drama' che cavalca il trend dell'orizzontalità delle trame. La Stiehm, a denti digrignati, non se n'è stata con le mani in mano, e ha cercato di imitarla portando in terra d'America anche lei un format europeo. Ma con risultati discutibili. Il suo è un murder mystery senza una precisa direzionalità, che sonda un'infinità di piste senza davvero individuare e restringere la rosa di sospetti, che non indulge nell'introspezione dei personaggi ma soprattutto nella conoscenza delle tante vittime del serial killer, come promesso dai trailer. A poco serve la presenza della crucca Diane Kruger, investigatrice protagonista. Sarebbe un crimine se "The Bridge" passasse il turno surclassando "The Killing".
[13 episodi; in attesa di notizie sulla 2^ stagione; FX; USA] Voto: 6-

DECEPTION: Dulcis in fundo, ecco il fiore avvizzito in questo splendore di mazzo di crime mystery. Deception, che è un vero inganno di serie, vorrebbe partire da premesse affini a "Dirty Sexy Money", "The Killing" e "Veronica Mars", ma declina nel sozzume della soap. Eccerto, perché se tu detective miss bocce vieni assegnata al caso dell'omicidio della tua amica liceale, è facile farti destabilizzare dallo charme del fratello un tempo compagno di letto e dell'ex collega agente FBI, pure questo ex collega di letto. Un pasticciaccio di giallo e rosa che lievita in un intruglio arancio senza senso.
[11 episodi; cancellato dopo la 1^ stagione; NBC; USA] Voto: 5

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