Edoardo Beltrame
Guarda bene la bolletta
20 Settembre Set 2013 1157 20 settembre 2013

Le nostre bollette e la finanza creativa.

Per ridurre il costo delle bollette e, allo stesso tempo, mantenere le sontuose rendite dei signori dell’energia, i funamboli del fare, stanno maturando un’idea geniale: fare altri debiti!

In questo settore non s’impongono sacrifici, non c’è nessuno che si mette a piangere! Qui si obbedisce alle lobbies e basta!

Come se non bastassero i favori del governo precedente, i funamboli pensano ora d’ipotecare le nostre bollette, e quelle dei nostri figli, con l'emissione di obbligazioni del GSE, il gestore dei servizi energetici.

Ma sì, indebitiamo ancora figli e nipoti tanto, chissenefrega!

Le obbligazioni saranno garantite dallo stato, che siamo sempre noi, e dalle bollette che pedissequamente paghiamo; i funamboli creano altro debito, dando per scontato che le bollette saranno sempre più capienti; in futuro, i nostri figli pagheranno non solo gli sconti che verrbbero applicati ora alle bollette, ma anche gli interessi sugli sconti, che i funamboli dovranno prevedere, se no, chi sottoscriverà le obbligazioni?

Ma forse i funamboli pensano più in grande: al progetto “destinazione italia” che permetterebbe la vendita delle nostre bollette, dilazionate o scontate, agli stranieri, che non sono funamboli e sanno bene che noi, ricchi italiani, paghiamo l’energia e il gas, il 30% più di loro.

Un altro ottimo affare per le banche, magari azioniste degl’impianti di energia rinnovabile, che allungherebbero sì le scadenze, ma a fronte d’incassi certi e di un garantito equilibrio del sistema.

L’obbiettivo dei funamboli è ridurre il peso in bolletta della componente A3, destinata prevalentemente all’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate, che varia in funzione dei consumi; per una PMI, rappresenta, da sola, più di un quarto del totale.

Quindi, invece di intervenire drasticamente per ridurla, o perlomeno calmierarla da subito, gli interessi, e il rimborso dei titoli verrebbero pagati da uno speculare aumento, differito nel tempo, della medesima componente A3.

Con il risultato che, non solo i funamboli, ma neppure un veggente qualificato potrebbe stabilire, adesso, a quanto ammonterà il debito tariffario cumulato. Altri funamboli, specialisti di derivati, cominceranno poi a speculare sulle obbligazioni, scommettendo sul fatto che non pagheremo più le bollette!

Non c’è che dire, siamo davvero in buone mani!

Programmare un deficit tariffario strutturale nel medio/lungo periodo, sarebbe un provvedimento iniquo, miope e pericoloso.

Iniquo, perché, come detto, scaricherebbe sulla prossima generazione decine di miliardi di euro di oneri.

Miope, perché ipotecherebbe le future scelte di politica energetica. La stretegia energetica nazionale, varata in tutta fretta da Passera, prevedeva che, dopo il 2016, minori incentivi avrebbero liberato risorse destinate all’ammodernamento delle strutture, mentre i funamboli le dedicherebbero al solo servizio del debito.

Una volta vendute le nostre bollette ai sottoscrittori dell’obbligazioni, senza il loro assenso, diventerebbero impercorribili ipotesi di trasferimento del carico tariffario, con tutto quello che ne consegue.

Ma soprattutto, tagliare le bollette a debito sarebbe un provvedimento molto pericoloso, come insegna la catastrofica esperienza spagnola; i deficit tariffari hanno infatti la tendenza ad andare rapidamente fuori controllo, mentre eventuali tensioni sui mercati dei capitali potrebbero impedire il collocamento delle obbligazioni.

Attesi i commenti degli investitori e dei produttori di energia da fonte rinnovabile, che, se da una parte vedono allontanarsi il rischio di tagli retroattivi diretti, di una tale bomba a orologeria, piazzata alle fondamenta del sistema elettrico, sarebbero le prime vittime.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook