Pensiero libero
23 Settembre Set 2013 1356 23 settembre 2013

Successo Expo passerà anche da mobilità efficiente

Questa ultima settimana a Milano dedicata alla moda è stata sicuramente un grande successo, non solo per l’elevato numero di eventi che hanno portato a conoscere anche nuovi stilisti, ma anche per le migliaia di visitatori stranieri che hanno presenziato nella nostra città. Un successo reso ancora più importante dato il particolare momento di crisi economica, che aveva creato forti preoccupazioni del settore sull’eventuale riuscita. Di problemi però ce ne sono stati: taxi introvabili, metropolitane stracolme e traffico letteralmente impazzito che, in alcuni casi, ha bloccato pezzi di città. Ed allora pensando ad Expo, che avrà una durata di sei mesi e non di una settimana, bisogna incominciare a riflettere su come risolvere e affrontare queste problematiche, prima che “scoppino” quando sarà troppo tardi. E’ evidente che non vi è solamente un problema di strutture, ma anche di infrastrutture e mobilità. La tematica del trasporto pubblico è decisamente nevralgica. Sperando che nel 2015 la dicotomia tra il presidente di Atm Rota e l’assessore ai Trasporti Maran possa essere risolta, sono dell’avviso che serva mettere in campo alcune idee. Partiamo dalla mancanza di taxi soprattutto nelle ore notturne, ovvero dopo la mezzanotte. Difficilmente si potranno concedere nuove licenze per l’opposizione degli operatori del settore, ma allora il Comune valuti di liberalizzare i turni durante il periodo dell’Esposizione. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, sarà necessario al più presto incontrare i sindacati e concordare con loro la possibilità di nuovi orari. Le metropolitane dovranno funzionare ben oltre l’una di notte. Con la settimana della moda abbiamo ancora una volta avuto la dimostrazione che il centro storico di Milano non è in grado di sopportare un numero eccessivo di ingressi, si valuti di superare, almeno in alcuni momenti e giorni di picco, Area C e di chiudere totalmente il centro, dando servizi alternativi come navette elettriche. Inoltre, sarà necessario integrare le attuali piste ciclabili e creare per le due ruote dei veri e propri percorsi mirati. Queste sono solo alcune idee, ma mi auguro che, in vista di Expo, possano essere di stimolo per un ragionamento costruttivo che porti alla ricerca di soluzioni praticabili.

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