Young & Furious
26 Settembre Set 2013 1624 26 settembre 2013

Lasciateci mangiare in pace

Avevamo proprio bisogno dell'ennesima polemica inutile. Mentre il Paese va sempre più allo sfascio, dove le aziende italiane vengono svendute agli stranieri (badate bene, svendute, perché il problema vero non è tanto se Alitalia resta in mano italiana o francese, quanto piuttosto se dopo 5 anni ce la pagano molto meno di prima) e si assiste al teatrino quotidiano di parlamentari e ministri che un’ora prima pare si dimettano e un’ora dopo sono di nuovo tutti insieme a tarallucci e vino, il problema di questi ultimi giorni è diventato la pubblicità di un’azienda che produce pasta.

L'Italia è il Paese delle fazioni. Berlusconiani e anti-Berlusconiani, cattolici versus non credenti, Nord contro Sud, maschilisti opposti a femministe. Potevamo farci mancare lo schieramento etero versus gay? Certo che no.
E quindi ecco le dichiarazioni dell'Amministratore Delegato di una multinazionale che hanno scatenato il putiferio.

“Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale. Noi abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay.”

Posto che Barilla è una libera azienda che può compiere le scelte di marketing che meglio crede (e chi non le condivide è libero di non acquistare più i suoi prodotti), mi pare si sia scatenato il solito 'tanto rumore per nulla'.
Barilla è stata criticata di essere omofoba: eppure non è stata compiuta alcuna discriminazione nei confronti di tali soggetti, né tantomeno sono stati pronunciati insulti, ma solamente è stato spiegato che l’azienda ha una concezione di famiglia dove la donna ha un ruolo fondamentale. Non sono poi mancate le scuse per il fraintendimento da parte dell’AD, che ha anzi ripetuto il rispetto per il matrimonio gay, e ha tenuto a ribadire la centralità della donna nel concetto aziendale.
(Ciò di cui ci si sarebbe dovuto eventualmente preoccupare è il fatto che la Presidente di un’istituzione pubblica quale la Camera dei Deputati abbia utilizzato la sua posizione per esprimere critiche sulle scelte strategiche e comunicative di istituti privati quali sono le imprese).

Se soltanto ci sapessimo indignare per i ritardi seri del nostro Paese allo stesso modo per cui andiamo su tutte le furie per una frase di un imprenditore o un mancato rigore a Balotelli, che bella nazione che torneremmo ad essere!

Smettiamola di vivere la nostra italianità come l’appartenenza o meno ad un’idea, ad un modus vivendi, dovendo per forza classificarci rispetto a un canone preciso. Facciamo lo sforzo di andare un minimo oltre le apparenze di una frase, di una simpatia per questa o quell’altra squadra di calcio, uno o l’altro deputato o imprenditore.
Non sarà il correre dietro alla polemica del giorno che ci darà da mangiare o ci avrà reso la settimana migliore.


Francesco Villa
twitter: @frav89

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