Luca Rinaldi
Pizza Connection
28 Settembre Set 2013 0940 28 settembre 2013

Gratteri: “I comizi di Ingroia danno per magistratura”

Chiunque abbia mai seguito una conferenza con il procuratore di Reggio Calabria Nicola Gratteri, sa che il magistrato non ha peli sulla lingua, parlando anche di colleghi, presunti tali, ed ex colleghi. Gratteri, profondo conoscitore della malavita calabrese e delle sue espansioni transnazionali, è però anche uomo che ben conosce i meccanismi del tritacarne mediatico. Per questo non si fa inghiottire da questo, pur non rinunciando a presenziare a dibattiti sui temi della giustizia e della criminalità organizzata.

Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri

Un conto però è rispondere e a volte andare controcorrente rispetto alle decisioni della politica su un tema che ben si conosce, altro discorso è invece fare comizi da un podio, magari di un partito ben preciso. Ed è proprio qui che Gratteri fa il contropelo a Ingroia, anche se la stampa ha preferito darne ben poco conto, eccezion fatta per lo Speciale Giustizia di Radio Radicale nella puntata dello scorso 26 settembre.

Gratteri è tagliente e non le manda a dire in occasione della rassegna Taobuk che si è tenuta a Taormina. Nel suo intervento nel corso della presentazione dell'ultimo libro scritto a quattro mani con Antonio Nicaso “Dire e non dire. I dieci comandamenti della 'ndrangheta nelle parole degli affiliati” il pm di Reggio Calabria, come suo uso e costume non usa mezzi termini e tira in ballo l'Antonio Ingroia magistrato, che ancora con la toga sulle spalle saltellava da un comizio a un talk-show serale, facendo rimediare nel frattempo anche una figura barbina all'Italia in occasione del suo incarico ONU in Guatemala, poi abbandonato per iniziare la fallimentare avventura di Rivoluzione Civile.

L'ex pm di Palermo, oggi leader di Azione Civile Antonio Ingroia

Al minuto 29 circa della registrazione che potete trovare qui Gratteri si sposta sul tema della cosiddetta “magistratura politicizzata” rispondendo alla domanda del vice segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Carlo Parisi. La sua risposta è netta «I magistrati non sono marziani. Sono il prodotto della società» attacca Gratteri «è ovvio che anche il magistrato, come il chirurgo, può sbagliare. Però parlare genericamente di magistratura politicizzata e che vuole attaccare il potere in modo sistematico mi sembra una forzatura». Poi prosegue e viene il bello «ci sono magistrati che hanno fatto e che fanno politica, è indubbio, e io ho sempre contestato i magistrati che hanno fatto o che fanno politica: ricordo quando Ingroia era procuratore aggiunto a Palermo ed è salito sul palco di Rifondazione Comunista a fare un comizio. Questo non va bene, e perché non va bene?» si domanda Gratteri. «Non va bene perché intanto era pagato con le tasse dei cittadini. L'indomani poi lui indaga un parlamentare siciliano di Forza Italia. E come si sente» si chiede di nuovo retoricamente il pm di Reggio Calabria «il parlamentare di Forza Italia se tu il giorno prima hai fatto un comizio sul palco di Rifondazione Comunista?».

«Non solo è sbagliato salire su quel palco a fare il comizio, ma è anche sbagliato atteggiarsi o far capire che tu sei di sinistra. È sbagliato e fa un danno incredibile ed enorme alla credibilità della magistratura: noi non abbiamo bisogno di comizi, ma di gente che lavora dodici ore al giorno e che dimostra con i risultati cosa è in grado di fare e non con i proclami. Se sono un bravo magistrato o meno lo dimostro facendo indagini e portando le indagini in un processo che culmina con sentenze di condanna, altrimenti» conclude «faccio cabaret. Le indagini non si fanno andando ai talk-show e preparandosi ai talk-show le campagne elettorali per coi candidarsi l'anno successivo. Non si fa in questo modo».

Twitter: @lucarinaldi

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