Il precario – riflessioni in cerca di editore
30 Settembre Set 2013 0712 30 settembre 2013

Le conseguenze dell’amore

Come era prevedibile sin dalle sue origini, l’idillio amoroso tra i due amanti di sempre, partito democratico e popolo della libertà, sta ufficialmente vivendo i suoi momenti di estrema crisi nonostante non siano trascorsi nemmeno i canonici 7 anni. E viene da ridere se si pensa che solo pochi giorni fa il premier Letta (Enrico), negli USA, rassicurava gli investitori esteri millantando un’ italica stabilità politica che non c’è mai stata.
Quando un rapporto amoroso finisce le colpe vanno equamente distribuite all’interno della coppia. Anzi in questo caso una buona fetta di responsabilità deve essere attribuita anche al prete che ha celebrato il matrimonio. E’ stata la rielezione di Napolitano infatti a sancire questa sciagurata alleanza. Re Giorgio lo sapeva sin dall’inizio che quel matrimonio non si doveva fare. Lo avevo intuito persino Guido Barilla. Amici dell’imprenditore parmigiano asseriscono infatti che una sera a cena avrebbe dichiarato che mai e poi mai avrebbe girato uno spot pubblicitario con una famiglia del genere: è contro natura.
La colpa del PD è quella di aver ingenuamente creduto che il giaguaro si fosse smacchiato da solo e che veramente volesse dare al Paese un governo stabile e duraturo al fine di imbastire quelle riforme necessarie per uscire dalla crisi. Dal canto suo Il PDL va severamente punito per aver tenuto sotto sequestro l’esecutivo al solo scopo di riuscire ad ottenere un salvacondotto giudiziario per il cavaliere: non solo il parlamento ma tutto Il Paese è sempre stato ostaggio di Berlusconi. Quando ha capito che non c’era possibilità alcuna di salvare per l’ennesima volta il proprio fondoschiena, il “capo falco”, ha ordinato la crisi, imponendo le dimissioni di massa dei suoi ministri: muoia Sansone con tutti i filistei. La motivazione ufficiale è il prossimo aumento dell'Iva, come ha dichiarato in una nota condivisa anche su facebook: “La decisione assunta ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l'attività di governo, determinando in questo modo l'aumento dell'Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso Premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto. Per queste ragioni, l'ultimatum lanciato dal Premier e dal Partito Democratico agli alleati di governo sulla pelle degli italiani, appare irricevibile e inaccettabile. Pertanto ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l'opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani”.
In realtà il cavaliere fa un ultimo tentativo per ottenere un salvacondotto che gli permetta di non essere estromesso definitivamente dalla politica. Non si sa mai, il PD potrebbe avere un ritorno di fiamma e ricascarci.
La strategia è quella di far passare il tutto per una nobile causa: difendere i cittadini italiani dalla scure delle tasse. Una mistificazione della realtà che di fatto apre ufficialmente la nuova campagna elettorale. A tal riguardo Letta (Enrico) ha dichiarato in una nota: “Berlusconi per cercare di giustificare il gesto folle e irresponsabile di oggi, tutto finalizzato esclusivamente a coprire le sue vicende personali, tenta di rovesciare la frittata utilizzando l'alibi dell'IVA. Gli italiani sapranno rimandare al mittente una bugia così macroscopica e un simile tentativo di totale stravolgimento della realtà. In Parlamento ognuno si assumerà le proprie responsabilità d'innanzi al Paese".
Per quanto concerne i possibili scenari che si potrebbero delineare per far fronte a questa crisi di governo, c’è chi parla di un esecutivo rinnovato, chi invece ipotizza un Letta bis, chi subitanee elezioni, chi un governo di scopo per varare subito la legge di stabilità e la legge elettorale; non chiamiamolo “governo di scopo” però, altrimenti Berlusconi alla parola “scopo” si eccita e diventa irrequieto.
Tutto, ad ogni modo, dipenderà dal colloquio che si terrà al Colle tra Letta (Enrico) e re Giorgio. Per adesso teniamoci pronti a sopportare i nefasti strascichi di questo amore finito malamente.
A pagare le conseguenze di un divorzio, si sa, sono sempre i figli.

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