Cristiano Bosco
Vanilla Latte
30 Settembre Set 2013 2319 30 settembre 2013

TG La7: fraintendere l'inglese? Non ha prezzo.

“Sul Herald Tribune una campagna che geta (sic) discredito sul nostro paese: gli italiani raffigurati come che non paga (sic) e non ha soldi. È uno dei tanti danni di immagine derivanti dall'attuale crisi politica”. Al di là dell'assenza di una t nel verbo gettare alla terza persona singolare e della mancanza di un termine (“gente”, si presume) tra il “come” e il “non paga”, perdonabili errori di distrazione o di fretta su cui si può facilmente sorvolare, recita proprio così la descrizione di un servizio trasmesso dal TG di La7 andato in onda lunedì 30 settembre 2013.

Ecco, ci risiamo. Dopo i panini mafiosi, o la pistola con gli spaghetti sulla copertina di Der Spiegel, e chissà quanti altri stereotipi e luoghi comuni di ogni tipo, ci mancava giusto un altro spot anti-italiano di qualche multinazionale. Un'altra pubblicità che offende il nostro Paese. Un altro tentativo di mettere in cattiva luce l'Italia. Il servizio di La7 sembra voler suggerire questo, e punta il dito contro una pubblicità della nota carta di credito Master Card, apparsa in questi giorni sul quotidiano International Herald Tribune, l'edizione internazionale del New York Times. L'ennesimo capitolo della celebre serie “non ha prezzo/per tutto il resto c'è Master Card”, trovata geniale che, tra parodie e imitazioni, ha reso il prodotto popolarissimo e conosciutissimo a livello planetario.

L'advertisement incriminato, raffigurante una bottiglia di vino rosso contiene, secondo il TG diretto da Enrico Mentana, un non troppo celato messaggio anti-italiano. La pubblicità, recita il servizio, “si sviluppa attorno al solito concetto di qualcosa che non ha prezzo”. “L'etichetta è quella di un vino chiaramente toscano”, prosegue, e qui arriva il bello. “Il gioco di parole in inglese è un po' contorto, ma si può tradurre così: poter evitare di fare gli italiani per dire 'ora non posso pagare?' Non ha prezzo. Per tutto il resto, c'è sempre lei, la carta di credito”. Il risultato, nota ancora La7: “Insomma, italiano uguale qualcuno che non paga o non ha soldi. In entrambi i casi, una brutta figura. E se non vuoi farla, se non vuoi fare l'italiano, usa la nostra carta di credito che ti consente di rinviare il pagamenti”.

Già pronti, qui in Italia, a sollevare un polverone. Come e più di Barilla, con campagne contro Master Card, interrogazioni parlamentari, richieste di scuse ufficiali, boicottaggi, e via dicendo. C'è solo un piccolo particolare: le cose non stanno così. Anzi, il TG di La7 ha preso una cantonata, e di grandi dimensioni. Un granchio, piuttosto ingombrante. Insomma, un equivoco colossale. Perché il claim pubblicitario – o meglio, “il gioco di parole un po' contorto” - è stato da loro frainteso, male interpretato, tradotto in maniera errata. E qualcuno se ne è già accorto. La frase originale recita infatti Not having to figure out Italian for 'I can't pay you now'. Priceless. Che, anziché significare “poter evitare di fare gli italiani per dire 'ora non posso pagare?'”, si traduce in “Non dover sapere come dire 'non ti posso pagare ora' in Italiano. Senza prezzo”. Ovvero, molto semplicemente: vino buono, pregiato, carissimo italiano, da pagarsi con la propria carta di credito.

Il discredito sul nostro Paese, dunque, non sussiste. Anzi, si evince una implicita stima nei riguardi dell'elevata qualità della nostra offerta eno-gastronomica. La7, senza dubbio in buona fede, ha così raccontato, con un pizzico di indignazione, una “campagna che getta discredito” del tutto inesistente, poiché basata su un loro fraintendimento. Uno scivolone, un #epicfail, una “notizia che non lo era”, degna candidata della rubrica firmata Luca Sofri. Non sappiamo se l'azienda chiamata in causa dal servizio abbia intenzione di intervenire, per dissipare ogni dubbio o farsi le proprie ragioni. Perché equivocare e distorcere completamente un messaggio pubblicitario ad alta diffusione, peraltro già apparso su The Economist nel Luglio del 2012, e realizzare un servizio al riguardo, questo sì, non ha prezzo. Per tutto il resto, ci sono i corsi accelerati di lingua inglese.

Aggiornamento (1): poco dopo le ore 08.00 di martedì 01 ottobre, lo stesso Enrico Mentana, direttore del TG La7, ha riconosciuto la cantonata. Sulla sua pagina ufficiale Facebook, ha condiviso il link con il video di un utente che segnalava l'errore, accompagnato dalla frase: "Ieri sera un ottimo telegiornale con un eccezionale svarione...". Un plauso al Direttore.

Aggiornamento (2): nel TG delle 20.00 di martedì 01 ottobre, sia il direttore Mentana che i responsabili del servizio hanno chiesto scusa e riconosciuto la svista, con correttezza e autoironia. Caso chiuso: i migliori giornalisti sono quelli che riconoscono i propri errori. Chapeau.


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