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3 Ottobre Ott 2013 1838 03 ottobre 2013

Ma perché la politica ringrazia Bernabè?

Qualcosa non torna. Ricapitolando: Bernabè si è dimesso da Telecom Italia dopo sei anni in cui non è riuscito a invertire la rotta dell’ex monopolista, intascando una buonuscita da 6,6 milioni. Certo, i soci finanziari sono stati avidi di dividendi. Certo, 40 miliardi lordi di debiti non lasciano molti margini di manovra. Eppure non si può dire che il manager di Vipiteno abbia portato a casa dei risultati tangibili: ha bruciato risorse a scapito dei piani di sviluppo aumentando l’esposizione nei confronti delle banche.«Ho fatto un passo indietro per evitare spaccature all’interno del cda», ha scritto il top manager in una lettera ai dipendenti, aggiungendo: «Servono mezzi finanziari per sostenere il rilancio», e ribadendo quanto affermato qualche giorno fa in audizione al Senato: «Non c’è stata sufficiente attenzione da parte delle istituzioni». 

Ciò nonostante, in queste ore le dichiarazioni in sua difesa, soprattutto da parte della politica, si stanno letteralmente sprecando. Il montiano Angelo Cardani, presidente dell’Agcom (il regolatore delle telecomunicazioni) ha detto a proposito dell’ex presidente esecutivo di Telecom (il soggetto regolato): «Ritengo che Bernabè sia una persona di grandissime capacità, che ha fatto tante cose, molte ottime. Si è trovato a gestire una situazione non facile, avendo ereditato un’azienda con problemi non indifferenti causati da gestioni precedenti».

Franco Bernabè, fino a questo pomeriggio presidente esecutivo di Telecom

Antonio Catricalà, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Telecomunicazioni: «Mi sembra giusto rivolgere al presidente Franco Bernabè un affettuoso saluto nel momento in cui lascia Telecom, azienda per la quale si è speso con generosità, dedicandole impegno, energie e grande attenzione». Addirittura il segretario nazionale Cisl, Raffaele Bonanni: «Voglio ringraziare Franco Bernabè per quello che ha fatto alla guida di Telecom in questi anni in un periodo certamente non facile per la nostra azienda di telecomunicazioni. La sua competenza e professionalità non sono mai state messe in discussione in questi anni». 

Infine Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti, con cui l’ex monopolista ha avviato una discussione sullo scorporo della rete fissa, riprendendo le parole di Cardani: «Ha fatto il possibile e credo abbia fatto una proposta molto comprensibile, ossia quella di un aumento di capitale». Complimenti che stridono con le accuse di Bernabè nei confronti delle istituzioni «assenti».

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