Nuovo Mondo
3 Ottobre Ott 2013 2146 03 ottobre 2013

Vergogna sì...Ma per chi?

L’unico protagonista degno di ascolto e di parola in questo mondo ha usato il vocabolo vergogna per esprimere il sentimento scontato dopo l’ennesima tragedia nel mare, nei nostri mari. Penso che al di là di ipocriti lutti nazionali ed internazionali e di parole di circostanza valga la pena di usarlo questo vocabolo, ma non di gettarlo nel vuoto ma verso i soliti inerti osservatori:

Vergogna alla Francia,
Vergogna al Belgio,
Vergogna alla Germania,
Vergogna al Lussemburgo,
Vergogna ai Paesi Bassi,
Vergogna alla Danimarca,
Vergogna all’Irlanda,
Vergogna alla Gran Bretagna,
Vergogna alla Grecia,
Vergogna al Portogallo,
Vergogna alla Spagna,
Vergogna all’Austria,
Vergogna alla Finlandia,
Vergogna alla Svezia,
Vergogna al Cipro,
Vergogna all’Estonia,
Vergogna alla Lettonia,
Vergogna alla Lituania,
Vergogna a Malta,
Vergogna alla Polonia,
Vergogna alla Repubblica Ceca,
Vergogna alla Slovacchia,
Vergogna alla Slovenia,
Vergogna all’Ungheria,
Vergogna alla Bulgaria,
Vergogna alla Romania,
Vergogna alla Croazia

Vergogna all’Italia che non ha mai smentito quella legge che ancora oggi regola il problema immigrazione, che non ha capito che non sarà qualche immigrato in meno a farlo sentire meno povero, meno disoccupato o più sicuro.

Vergogna all’Unione Europea ed a chi la rappresenta da ormai quasi dieci anni, scaldando una poltrona che produce scartoffie, condanne economiche ed indifferenza e che lascia un’isola, la propria isola, l’ultimo punto della sua degradata cultura, sola a raccogliere morti senza numero, né nome, a tentare catene umanitarie per qualche superstite, a ricevere applausi ed abbandono.

@angelodaddesio
http://blogs.perfil.com/italiano/

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