Marco Giovanniello
Rotta verso il mercato
4 Ottobre Ott 2013 0852 04 ottobre 2013

No all’ennesimo salvataggio pubblico di Alitalia

Il titolo odierno del Messaggero è uno schiaffo che lascia il segno:

"Alitalia, ecco il piano Air France: 4.000 tagli e Fiumicino dimezzato"

La cassa di Alitalia è vuota, gira voce che, solo all’aeroporto di Fiumicino, debba più di 120 milioni e che abbia disperatamente bisogno di dilazioni di pagamento, mentre però ogni giorno che passa accumula nuove perdite sulle vecchie, che hanno da tempo eroso il capitale.

Se le voci sono vere, ENAC dovrebbe vietarle di vendere biglietti, perché non c' è alcuna garanzia che possa effettivamente far volare chi li compra. Si rischia la ripetizione, su scala gigantesca, del caso della WindJet che lasciò a terra i passeggeri nell’agosto del 2012.

Air France ha presentato una proposta durissima, ma dall’altra parte non c' è nulla se non l’ennesimo salvataggio pubblico. 4.000 posti di lavoro persi sono inaccettabili per la politica, ma l’Unione Europea vieta una ricapitalizzazione da parte dello Stato. Qual è allora l’ipocrita idea del Governo Letta? Erogare soldi di Enti che sono sotto il controllo dello Stato e sono di fatto pubblici, ma hanno l’etichetta di privati, per aggirare le sensate regole di Bruxelles. Si preme indecentemente sulla Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce il risparmio affidato dai cittadini alle Poste, perché conceda ad Alitalia soldi che sappiamo con certezza che verranno velocemente persi. Nel frattempo si forzano le banche con una immoral suasion a dare prestiti che non verranno mai restituiti.

Quello che vuole fare Letta è dieci volte peggio della deprecata balorda privatizzazione di Alitalia decisa da Berlusconi nel 2008. Almeno allora il conto ricadde sugli sfortunati capitani coraggiosi, ricompensati con un occhio di favore da parte dell’esecutivo. Oggi il conto toccherebbe a noi.

Nel 2008 Air France era disposta a pagare per avere Alitalia, oggi la vuole solo a condizioni durissime, ma fra un paio d' anni non la vorrà a nessuna condizione. Si deve scegliere fra perdere 4.000 posti di lavoro oggi o tutti gli altri dopodomani, rovinando mel contempo la reputazione della Cassa Depositi e Prestiti, quella delle Poste verso i risparmiatori, devastando i bilanci delle banche, costrette a prestare al cadavere di Alitalia i soldi che invece devono andare alle aziende sane che possono crescere.

Pochi giorni fa, con la cessione del controllo di Telecomitalia a Telefonica, abbiamo creduto di celebrare il funerale delle operazioni di sistema, prima della fine della settimana vediamo che la bestia maligna è più viva che mai, con il Governo Letta intenzionato a fare peggio di quello di Berlusconi.

CETERVM CENSEO LINATE ESSE DELENDAM

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