Città invisibili
6 Ottobre Ott 2013 1913 06 ottobre 2013

Hong Kong, costruisce Cultura, al porto

Quaranta ettari di terreno in pieno centro, affacciati sul Victoria Harbour, stanno per diventare un enorme quartiere dedicato alla cultura e alle arti. E’ il West Kowloon Cultural District, a Hong Kong. Un progetto che contribuirà a cambiare la forma della città, le sue funzioni. Nei prossimi dieci anni in quest’area sorgeranno 17 centri tra musei, teatri, concert hall, all’interno di un parco pubblico esteso su 23 ettari.
“Un distretto culturale diverso da tutto ciò che esiste: una combinazione unica di grandi spazi culturali, centri commerciali e spazi pubblici” secondo Michael Linch, Ceo di questa grande operazione. Un luogo nel quale l’arte potrà essere protagonista attraverso la rappresentazione delle espressioni locali e di quelle internazionali.
Il masterplan del nuovo distretto culturale della città è stato affidato a Foster & Partners ma ogni spazio sarà firmato da uno studio diverso. Si comincia con il Museo di arte contemporanea M+, diretto da Lars Nittve, il fondatore della Tate Modern. Sei i team che sono stati selezionati per la fase finale del concorso, tra cui SANAA, Renzo Piano Building Workshop e il Pritzker Prize 2013 Toyo Ito. L'edificio costeggerà il mare e sorgerà su una parte di costa artificiale, sotto la quale scorre la linea metropolitana dell'Airport Express, che, quindi, si è trasformata da ingombrante vincolo progettuale a prezioso spunto creativo. In attesa di conoscere il progetto vincitore, le architetture che lo definiranno, il museo ha già una collezione sulla quale contare. Circa 1500 opere d’arte, dal valore stimato di oltre 160 milioni di dollari, sono arrivate in donazione dal collezionista svizzero Uli Sigg, mentre altre mille sono state acquistate nel corso dell’anno. D’altra parte le modalità con le quali si sta procedendo alla realizzazione della collezione per il Museo, che sarà dedicato non solo all’arte ma anche all’architettura, al design, alle culture contemporanee dagli anni Sessanta ad oggi, sono le medesime che sono state pensate per l’intera operazione. Si fa conto che all’investimento iniziale del governo di Honk Kong, circa 2 miliardi di euro, si aggiungano finanziamenti da parte di soggetti commerciali.
Il West Kowloon un polo anche dell’Arte che si prefigge di attrarre grandi quantità di visitatori. Considerando anche le potenzialità dell’area, i numeri dai quali si parte. I residenti della città sono sette milioni e mezzo, mentre sono cinquanta milioni i turisti che ogni anno vi giungono.
Ci sono molti modi per incrementare gli spazi per l’arte. Per offrirli alle città. Per renderli un patrimonio condiviso. Potrà non essere unanimemente positivo il giudizio nei confronti di un’operazione che prevede un insieme di spazi per l’arte e per il commercio, ma forse funzionerà. Più di quella che prevede che i Musei siano “soltanto” mera esposizione, sale silenziose nelle quali risuona il passo di pochi, incerti, visitatori. Aprirsi all’esterno fa sempre bene. Attiva nuove connessioni. Contribuisce alla comprensione reciproca. Guardare lontano, quel che Hong Kong ha deciso di fare.

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