Israele360
7 Ottobre Ott 2013 0707 07 ottobre 2013

Israele360 - La chiamano "Start Up Nation"

Atterrato qualche anno fa all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, dopo qualche giorno ho cominciato a seguire il piano che avevo programmato nelle precedenti settimane in Italia. I giorni e le settimane passavano velocemente, e tra lo studio della lingua e la ricerca di lavoro, non si sapeva a cosa dare maggiore priorità. Il lavoro, col tempo, ha avuto la preferenza.


Nel frequentare conventions, incontri organizzati dall’ambasciata italiana, piuttosto che presentazioni organizzate da varie associazioni, e perché no, qualunque festa e altro, avevo sempre occasione di presentarmi e conoscere gente che in Israele o si era trasferita negli anni precedenti, come il sottoscritto, oppure erano “Sabra” (nativi israeliani). Quello che più mi lasciava sorpreso é che mi sono trovato molto spesso di fronte a ragazzi, neanche trentenni, che già avevano avviato la loro start up, e che avevano già ricevuto i fondi per avviare il loro progetto. Di gente ne ho vista tanta, ed oggi, continuo ad incontrarne. E’ stupefacente quanti giovanissimi ci sono, laureati nelle diverse discipline informatiche, matematiche, fisiche, mediche, che stanno pianificando l’apertura delle loro start up.


Un paese di poco meno di una decina di milioni di abitanti, ha circa 4800 start up, che attraggono più Venture Capitalist che in qualunque altra nazione. Israele é la nazione che ha più aziende quotate alla borsa di New York confronto qualunque altro stato. L’avvenimento di successo più recente, é l’acquisizione da parte di Google della nota Waze, startup israeliana che ha sviluppato un Gps gratuito per ogni smartphone.
Israele rimane un centro di innovazione assoluta per tante aziende. Recentemente Apple ha aperto due R&D, Teva é una delle più grandi società farmaceutiche al mondo, quotata al NASDAQ, con una capitalizzazione di oltre 40 miliardi di dollari; CheckPoint, nota società informatica, ha una capitalizzazione di 11 miliardi di dollari.


E’ vero che in Israele le università sono molto avanzate, e sono tra le migliori del mondo, segue poi l’esperienza militare che ogni cittadino israeliano (uomo o donna) é tenuto a fare. Spesso succede che l’esperienza militare, porta i soldati in congedo a proseguire quanto imparato nel periodo di leva, nelle diverse università. Tra le più rinomate c’é il Technion di Haifa.
Ora, davanti a tutto questo, un nuovo immigrato che si trova davanti a persone che hanno avuto questo background, e a 22 anni sanno già cosa fare, o stanno per finire l’università, lascia alquanto allibiti.


Rimane il fatto che Israele é comunque un paese estremamente dinamico, e gran parte dei ragazzi o delle ragazze che hanno speso la loro leva in reparti speciali dell’esercito, si trovano ad avere delle ottime basi e spunti, per programmare un futuro di successo.
Per noi, o quantomeno, per me, che mi trovo a relazionarmi con queste persone, rimango ogni volta affascinato dalle mille idee che hanno, per la forza che hanno nell’intraprendere il loro obiettivo, e di riflesso, mi invogliano a fare di più.


E’ stato scritto, a questo proposito, un libro dal nome Start Up Nation, una presentazione (inglese) puo’ essere vista cliccando qui

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