Alessandro Da Rold
Portineria Milano
7 Ottobre Ott 2013 1815 07 ottobre 2013

Strage di Lampedusa: e la Lega Nord sale nei sondaggi

"Eppur si muove". Potrà sembra incredibile per chi non la pensa come i leghisti, ma la Lega Nord dell'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni - già dilaniata dagli scandali giudiziari dello scorso anno - è passata in un mese da un 3,1% nei sondaggi all'attuale 4,5. E nella sede di via Bellerio a Milano (ma non solo) sono convinti che a fare da traino siano state le polemiche dopo la tragedia di Lampedusa della scorsa settimana, quando un barcone pieno di migranti si è rovesciato in mare causando la morte di centinaia di persone. Perché in Italia, se da un lato c'è la corsa alla solidarietà nei confronti degli immigrati e la voglia di accoglienza, dall'altro sembrano esistere sacche di popolazione che temono una nuova «invasione», soprattutto se sarà abolita la legge Bossi-Fini.

A testimoniare il balzo in avanti nelle rilevazioni elettorale è Ilvo Diamanti, sociologo di Repubblica, che nel numero di lunedì 7 ottobre del quotidiano di Largo Fochetti, pubblica un sondaggio Demos che piazza i leghisti a livelli ben superiori delle ultime politiche del 2013: dal 4,1 al 4,5 appunto. A questo si aggiunga la crisi del Popolo della Libertà, con alcuni voti che sembrano spostarsi nelle lande del Nord a favore dei leghisti , anche perché il nuovo leader Angelino Alfano, siciliano, non è stato mai ben visto nel settentrione: Roberto Calderoli, colonnello verde, lo ha sempre bocciato come leader.

Del resto nella Lega Nord hanno sempre ripetuto come un mantra che le sparate del vecchio leader Umberto Bossi su «terroni», «romani» e «negher», "pagano" dal punto di vista elettorale. A portare avanti la battaglia negli ultimi giorni è stato Gialuca Pini, deputato leghista romagnolo: «La responsabilità morale della strage che sta avvenendo nelle acque di Lampedusa» è da ascriversi alla «coppia Boldrini-Kyenge, con la loro scuola di pensiero ipocrita che preferisce politiche buoniste alle azioni di supporto nei paesi del terzo mondo porta a risultati drammatici come questi». Frasi che hanno innescato una selva di polemiche, a destra come a sinistra. Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini ha replicato con fermezza: «La Lega va spazzata via. Sono stati lasciati liberi di parlare e bestemmiare contro la dignità umana di queste persone senza essere né perseguiti per legge per le diffamazioni che fanno né smentiti e smascherati». Eppure una parte del popolo italiano sembra dare ragione ai leghisti.  

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