Cosimo Pacciani
La City dei Tartari
8 Ottobre Ott 2013 0055 07 ottobre 2013

Lo Scoiattolo Rosso (Paranoie e Paradigmi)

In un episodio di Penguins of Madagascar, una serie di animazione originata dall’omonimo film di animazione, i pinguini di Central Park vengono istigati da un comandante fanatico a cercare le tracce di un fantomatico scoiattolo rosso, il quale non viene visto da quasi 50 anni. All’inizio, gli animali dello zoo credono davvero alla possibile presenza di questo fantomatico nemico, ma alla fine il pinguino marziale e fissato rinchiude tutti gli animali che non lo sostengono in una gabbia e gli altri seguono pedissequamente i suoi ordini. Solo alla fine, quando la follia del capitano diventa evidente, uno dei pinguini esordisce con un ‘ok, ragazzi, forse abbiamo tenuto questa paranoia viva anche troppo’ (maybe we have kept on these paranoia hats a bit too long). A quel punto, gli animali dello zoo piu’ folle della Pixar si liberano dell’ossessione e tornano liberi. FIno alla prossima avventura. E, si, lo scoiattolo rosso esiste, ma in realta’ e’ anche lui schiavo delle sue paure e delle sue manie. Innocuo.

La paranoia, l’ossessione con qualcosa che si nasconde, con dei motivi reconditi, con le cospirazioni e con la paura di un mondo la cui complessita’, come impariamo in questi giorni dagli Stati Uniti, non ha bisogno di altri strati di immaginazione e di interpretazione. Abbiamo vissuto per quasi 50 anni dal dopoguerra fra regimi tirannici, democrazie di emergenza e paranoie rese paradigma insostituibile della nostra vita, immaginandoci nemici dove non ce n’erano, inventandoci leggende di selvaggi cattivi, di migranti minacce del paese e di cospirazioni finanziarie ed economiche. La paranoia ha preso il sopravvento e, certo, in molte realta’ il livello di controllo della societa’ ha raggiunto, grazie alla tecnologia, livelli impensabili. Veniamo continuamente controllati, siamo trasparenti, nudi, di fronte a chiunque voglia, e ne abbia il potere, vedere chi siamo, che gusti abbiamo, come spendiamo i soldi e cosa scriviamo agli amici. Ci siamo abbandonati, senza quasi volerlo, ad una civilta’ sempre piu’ impalpabile, evanescente. I libri diventano tracce elettroniche, stiamo tornando ad essere un’onda elettromagnetica in qualche forma di contenitore, di storage. Le memorie digitali stanno cancellando quelle fisiche. Con il risultato che alla fine saremo un codice binario, nel rumore di fondo elettronico.

Oppure, nonostante questa disintermediazione fra uomo e fisicita’ della sua presenza terrena, in termini di cultura, scrittura, arte fisica, vera, tangibile, opera che sia davvero fatica, sudore, siamo pronti a cancellare questa paranoia piu’ o meno leggera indotta dalla complessita’ del sistema di riferimenti e di possibili congiure contro la nostra liberta’ che ci siamo creati attorno.

Forse potremmo riprenderci questi istanti di liberta’, di speranza e sentirci di nuovo non piu’ prigionieri della paranoia, dove nessuno ammette le proprie colpe, dato che tutti sono, a livelli differenti, co-rei di qualcosa o complici del sistema, ma ricomprenderci come individui liberi, senza piu’ una cappa di paure, di sintomi di paranoia piu’ o meno strutturata.

Il momento e’ ora, in questo frangente di stallo di mezzo mondo, un’Europa senza anima ma con molte anime, un’America talmente sull’orlo del baratro che niente potra’ essere piu’ come prima. La chiusura del governo federale, la coscienza che anche un gigante come il Tesoro Americano potrebbe non onorare le sue pendenze, ci porta od a considerare questa una immane tragedia per I mercati, con tassi a breve che potrebbero schizzare alle stelle, facendo ripartire il credit crunch come mai prima, od a pensare che, forse, siamo ad un passo dal toglierci di dosso quelle paure recondite di una mutazione genetica improvvisa del sistema economico e sociale. Piu’ con meno. E, soprattutto, forme di nuovi paradigmi che potrebbero cambiare il futuro del pianeta. O, perlomeno, di quella sezione che occupa l’Europa. Sono passate le ansie millenarie, del bug, abbiamo passato la tempesta finanziaria piu’ grande di sempre. E siamo ancora qui, in piedi. Forse un attimo piu’ liberi, se non dal debito, dalle ansie quotidiane, dall’idea che il futuro debba sempre essere scritto da chissa’ quale supercomitato. Invece, da questo punto preciso nel tempo, che e’ domattina, potrebbe e dovrebbe ripartire una strada, un cammino che ci porti in un altrove migliore.

Dove anche lo scoiattolo rosso e’ quello che e’, un’anima persa.

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Nei prossimi giorni, pubblichero' attraverso Link Tank alcune formulazioni di paradigmi da cambiare, di spostamenti laterali di quelle paranoie ed ossessioni che ci hanno portato alla crisi ed ad una sostanziale necessita' di rivedere le relazioni fra agenti economici e sociali. Non ci sara' molta scienza pura, ma voglia di aprire alcuni dibattiti essenziali sui prossimi anni.

SOUNDTRACK - Casino Royale – Sempre piu’ vicino
http://youtu.be/5vdICTNO1Zk

WATCH – Penguins of Madagascar – The Red Squirrel
http://vimeo.com/67208306

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