Alessandro Oliva
Viva la Fifa
8 Ottobre Ott 2013 1259 08 ottobre 2013

Rabbia ultras: "Facciamo chiudere tutti gli stadi"

La questione del nuovo regolamento anti-razzismo rischia di sfuggire di mano. Dopo la chiusura di San Siro per Milan-Udinese, gli ultras non ci stanno e contrattaccano. Ad arrabbiarsi non sono solamente i milanisti, ai quali verrà vietato l'accesso allo stadio nel match contro i friulani. Se già nell'ultima gara interna al San Paolo la curva azzurra aveva esposto il polemico striscione "Napoli colera" per protestare contro quella che viene definità "discriminazione territoriale", in aiuto al Milan arrivano ora i "cugini". 

La Curva Nord dell'Inter, sul proprio sito, ha pubblicato un comunicato: "Siamo pronti e auspichiamo che tutte le curve facciano cori discriminanti per arrivare ad una domenica di totale chiusura degli stadi". Un obiettivo da raggiungere in alleanza con le altre curve italiane: "ci riserviamo di proporre iniziative popolari coordinate con altri tifosi, ultras, con gli stessi tifosi dell’altra squadra della nostra città, con i nostri gemellati, con i nostri rivali storici e con chiunque comprenda lo sbalorditivo tentativo di imporre alle nostre menti un perbenismo alieno".

Il comunicato della Cn69 segue quello della curva nord del Milan, che aveva espresso tutta la propria rabbia per - diciamolo - l'inaspettata decisione del giudice sportivo di chiudere San Siro per la partita contro l'Udinese, dopo i cori durante Juve-Milan sentiti denunciati dagli ispettori federali (ma nessun altro li ha sentiti): "Benvenuti - inizia il comunicato - nel Paese dove la goliardia e lo sfottò sono motivi di sanzioni che limitano la libertà. In Italia si assiste in questi giorni alla messa in atto di una ridicola interpretazione della legge che ci rende i protagonisti di un attacco insensato e ingiustificabile. E proprio nel weekend in cui la tifoseria napoletana celebra, con notevole senso di mentalità e autoironia il fattaccio (la nostra curva è stata chiusa) sfidando di fatto i sedicenti esperti e facendo loro vedere quanto false e ridicole siano queste accuse". 

Dopo la squalifica della curva, l'ad rossonero Galliani si era indispettito e dalla Lega Calcio il presidente Beretta aveva subito parlato di necessità di revisione della norma, con tanto di richiesta scritta e firmata da tutti i club della massima serie. Oggi il capo della Figc, Abete, ha risposto. Nel suo solito politichese stretto: "È utile, opportuna e doverosa una riflessione sulle modalità applicative, mi sembra sia fatto un fatto fisiologico e naturale, ma il quadro normativo è delineato e non è frutto di una autonoma decisione della federazione ma in qualche modo di un sistema di contrasto che è stato recepito a livello internazionale". 

Insomma, secondo Abete, l'Italia ha recepito la norma Uefa, perciò così è se vi pare anche se ci sta di arrabbiarsi. Un clima che non stempera le polemiche, come si evince dal comunicato dei tifosi interisti. Occorre però fare chiarezza e subito: alla prossima squalifica, come previsto dalle nuove norme, il Milan perderà la partita a tavolino, essendo arrivata alla seconda sanzione in stagione. E l'Italia non può permettersi una guerra con gli ultras.

Twitter @olivegreche

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