Roma – Lisbona, andata e ritorno
9 Ottobre Ott 2013 1458 09 ottobre 2013

Quando Berlusconi fu contestato a Lisbona

Non so se un ventennio sia finito, rimane il fatto che Silvio Berlusconi, riesce sempre a far parlare di se (consiglio di leggere un intervista a Maurizio Gasparri di Alessandro Da Rold per Linkiesta, qui)

Grazie al racconto di Massimiliano Rossi, traduttore e insegnante di italiano (svolge la sua attività professionale dividendosi tra Roma e Lisbona) mi torna alla mente una manifestazione svoltasi quasi 4 anni fa. Era il 5 dicembre 2009 e in diverse città d’Europa e del Mondo, andava in scena il NO Berlusconi Day.

L’iniziativa venne organizzata anche nella capitale portoghese: “A meno di un mese dalla data dell’evento – spiega Massimiliano – mi accorsi che a Lisbona non era stato ancora organizzato nulla, eppure la comunità italiana era abbastanza numerosa. All’epoca ero a Lisbona con una borsa di volontariato europea ed avevo abbastanza tempo libero, per cui contattai l’organizzazione centrale a Roma per chiedere di poter organizzare un’iniziativa parallela in Portogallo”. Massimiliano Rossi organizzò quindi una riunione dove non c’erano molte persone ma che in breve tempo delineò un programma che sfociò nel sit-in a Largo Camões (nel centro della città) al quale parteciparono oltre 300 persone, una cifra non indifferente, considerando come vide la luce la manifestazione e il poco tempo per organizzarla.

Massimiliano conosce Lisbona e i portoghesi dal 1998 e non è ancora riuscito a spiegare ai suoi amici lisboeti l’ultimo ventennio italiano: “È stato difficile spiegare la situazione politica italiana che dura ormai da vent’anni, e ancora adesso quando tento di spiegare ai portoghesi i meccanismi perversi della nostra democrazia incontro enormi difficoltà”. Per il traduttore romano però, la classe politica portoghese non se la passa meglio, Massimiliano infatti sostiene che la corruzione esiste anche nei partiti lusitani ed i cittadini sono parecchio disillusi. 

“Ho partecipato come spettatore ad alcune manifestazioni contro la Troika ed il governo, ma generalmente non mi hanno fatto una buona impressione: sono commoventi, a volte sembrano riuscite perché la partecipazione è grande, ma gli slogan, soprattutto dei partiti di sinistra, sono rimasti quelli degli anni 70”. Eppure, nonostante c’è in qualche formazione politica portoghese un linguaggio superato dai tempi, ultimamente la partecipazione popolare sta diventando più organizzata e presente. Saranno probabilmente gli eventi dei prossimi mesi a delineare la politica in Portogallo, ed eventualmente a far ricredere Massimiliano.

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