Young & Furious
10 Ottobre Ott 2013 1741 10 ottobre 2013

Appello per una Nuova Italia

Tra quella miriade di giovani disillusi e frustrati dalla politica, oltre che dal sistema-Italia sempre più affetto da un impoverimento economico e culturale, c’è ancora qualcuno che al posto che lasciarsi sopraffare dalla rassegnazione, opta per un deciso rilancio della posta in gioco.

Un gruppo di ragazzi e ragazze, guidato dalla speranza prima ancora che da un interesse particolare: la speranza che il declino di questo nostro Paese possa essere arrestato in maniera decisiva. Stop agli slogan, alle promesse vane, al cambio di opinioni e strategie comunicative al solo fine di conquistare una parte maggiore di elettorato. Basta con il populismo becero che contribuisce indissolubilmente alla distruzione di valore sul piano sociale, e che fomenta le masse -in crisi per una situazione già di per sè drammatica- portandole a un livello di disprezzo e rifiuto crescente verso la classe dirigente e politica italiana (che di colpe ne ha innumerevoli, sia chiaro).

La scelta netta, di rottura, di un leader che possa rappresentare l’istanza di cambiamento da molti invocata: Matteo Renzi, il sindaco fiorentino che ha mostrato in questi anni la sua capacità di dare seguito alle promesse fatte, portando cambiamenti radicali nella città di Dante (area free wifi più estesa d’Italia, pedonalizzazione del centro storico, allungamento degli orari di apertura dei musei -con conseguente aumento del numero di turisti e visitatori, per citare solo alcune delle novità messe in atto).

Un’appello, quello dei FutureDem, non privo di contenuti, come le proposte sulla riduzione dell’evasione fiscale (tramite la revisione degli studi di settore, la creazione di una banca dati dei patrimoni mobiliari e immobiliari, il perseguimento penale di qualunque tentativo di frode) o il sostegno all’industria italiana (con la valorizzazione delle piccole medie imprese -superando il vecchio modello di gestione familiare, e lo sfruttamento delle potenzialità del Made in Italy rafforzando le esportazioni [...] dell’agroalimentare, della moda e dell’artigianato). Non manca anche un pizzico di ingenuità nel sostenere che, per rendere più produttiva la pubblica amministrazione, chi non ha le capacità o la voglia di svolgere un servizio efficiente deve lasciare il posto a chi ne ha.

«Il tempo delle chiacchiere è finito, ora è arrivato il momento di agire» sembra essere, in sintesi, l’urlo di queste giovani marmotte della politica.

L’hashtag che hanno scelto per rendere virale la loro campagna è #IoMiAppelloAiFutureDem, dove l’auspicio è che tutti coloro che si riconoscono nei valori e nelle proposte citate di seguito, promuovano a loro volta l’iniziativa.

Si riporta qui sotto il testo completo dell’appello.

Francesco Villa
Twitter: @frav89

In questa situazione difficile, di apparente rassegnazione, noi FutureDem sentiamo il dovere di esserci e di iniziare una vera rivoluzione, in grado di sprigionare le speranze e la vitalità dell’Italia che vuole cambiare. Sostenendo la candidatura di Matteo Renzi alla segreteria nazionale, facciamo una scelta chiara, una scelta di campo: contribuiremo con le nostre proposte all’unico vero progetto riformista e innovatore degli ultimi anni, quello del Partito Democratico. Per noi, oggi, è giunto il tempo dell’impegno.

Crediamo in una società fondata sul merito, che non si basi più sul conflitto tra categorie, bensì sulla cooperazione tra le varie fasce della popolazione, all’interno della quale ognuno abbia accesso alle opportunità di autorealizzazione. La premiazione del merito è indispensabile per una società più equa. Crediamo che le istituzioni debbano sviluppare una visione d’insieme, sintetizzando istanze contrapposte al fine di favorire il benessere della collettività.

È opportuno ripensare lo stato sociale, spostandosi da una concezione di stato sociale come politiche passive ed assistenzialistiche ad una concezione di welfare come politiche attive di investimento: noi vogliamo mettere al centro scuola, istruzione e formazione in una logica di lifelong learning. I fondi stanziati per i meritevoli privi di mezzi o per i lavoratori in difficoltà devono essere erogati in una prospettiva progettuale, che favorisca un reinserimento produttivo nel mercato del lavoro. È necessario intensificare i controlli e rivederne la modalità: potrà accedere alle risorse collettive solo chi ne ha davvero diritto e bisogno. Le pensioni spropositate devono essere ridotte attraverso l’adeguazione ai contributi versati e l’imposizione di una proporzionalità alle diverse fasce di retribuzione; l’accumulo di molteplici trattamenti pensionistici deve essere impedito. Bisogna uniformare la pubblica amministrazione all’ottica della produttività. Chi non ha le capacità o la voglia di svolgere un servizio efficiente deve lasciare il posto a chi ne ha. Anche il pubblico, non solo il privato, deve offrire servizi di qualità. Vogliamo una pubblica amministrazione puntuale, trasparente ed aperta al dialogo.

Tagliamo la spesa pubblica improduttiva, a cominciare dalla selva di enti inutili e costosi divenuti luogo di riciclo per politici decaduti, per i loro parenti e per i loro clienti. Ogni assunzione deve essere giustificata e monitorata tramite un’effettiva trasparenza delle selezioni. Riorganizziamo in maniera efficiente Comuni, Province e Regioni, avviando un processo di unioni e fusioni mirato a diminuire i costi ed aumentare i servizi.

La riduzione dell’evasione fiscale non si ottiene con qualche slogan, si ottiene con la revisione degli studi di settore, la creazione di una banca dati dei patrimoni mobiliari e immobiliari, il perseguimento penale di qualunque tentativo di frode.

Promuoviamo l’apertura dei mercati, consentendo l’accesso degli investitori tramite la privatizzazione di società mal gestite da amministratori insediati dalla politica e la liberalizzazione del mondo delle professioni. Dobbiamo ripensare il nostro modello di sviluppo, elaborando una visione lungimirante che punti a valorizzare una produzione altamente specializzata e tecnologica, capace di collocarci sul piano delle grandi economie avanzate. È quindi opportuno abbandonare modelli industriali dove risultano avvantaggiati i paesi emergenti grazie al costo del lavoro più contenuto. La nostra risposta può consistere soltanto nell’incremento della qualità. Occorrerà, inoltre, passare da una logica del sovvenzionamento alle aziende ad una logica della defiscalizzazione di comparti strategici.
Accanto a questi impegni strutturali, nel frattempo, sarà necessario valorizzare il nostro tessuto imprenditoriale, composto prevalentemente da piccole medie imprese, affinché, superando il vecchio modello di gestione familiare, possano diventare imprese di primo livello sul mercato internazionale. È fondamentale imparare a sfruttare le potenzialità del Made in Italy, intensificando e rafforzando le esportazioni delle eccellenze italiane nei settori tradizionali dell’agroalimentare, della moda e dell’artigianato.

Le politiche industriali devono essere ecosostenibili: chiediamo un piano energetico nazionale che si focalizzi sulla green economy e che lavori davvero allo sviluppo del Mezzogiorno. Punteremo sul Mondo dell’innovazione, i cui strumenti sono essenziali per il Paese: banda larga su tutto il territorio nazionale, open data, digitalizzazione della pubblica amministrazione e smart cities saranno i primi obiettivi da raggiungere.

Sosteniamo l’urgenza di una legge elettorale uninominale a doppio turno, l’unico sistema in grado di impedire alla frammentazione politica di tradursi in ingovernabilità, e di attribuire ai cittadini la scelta diretta del proprio rappresentante in Parlamento.

Equità, libertà e merito non sono semplici parole: sono i pilastri sui cui si baserà il cambiamento di questa Nazione. È utopico pensare di poterci risollevare da soli, è fondamentale la partecipazione di quanti si riconoscono in questa visione democratica dell’interesse collettivo e del ruolo attivo degli individui che lo determinano. La situazione ci impone di agire in fretta, non possiamo pensare ad un progresso graduale, palliativo e costantemente rinviato a un domani che non arriva mai. Non vogliamo che il centrosinistra si rassegni, ancorandosi a vecchie idee e rintanandosi nell’autoreferenzialità.

Noi FutureDem siamo nati per questo, per rompere gli schemi ed affrontare, con coraggio e passione, le sfide di oggi e di domani.

FutureDem
(per rilanciare il nostro appello scrivi su twitter #IoMiAppelloAiFutureDem e spiegaci perché)

http://futuredem.wordpress.com/2013/10/10/appello-per-una-nuova-italia/

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