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10 Ottobre Ott 2013 0945 10 ottobre 2013

Le vite in transito di Adrian Paci

La parola presente spesso viene mistificata o non considerata con la doverosa attenzione.

Siamo troppo presi spesso a guardarci indietro, a ricordare, a biasimare, a celebrare il passato oppure eccessivamente protesi al futuro vivendo nell’attesa che qualcosa si sistemi, si realizzi, si compia per finalmente iniziare l’esistenza “vera” che ora teniamo segregata tra malinconia e desideri spesso irrealizzabili.

Gli artisti non vengono mai meno al presente, né lo hanno fatto in passato, anzi sono loro in ogni epoca i più grandi narratori di questo tempo.

Adrian Paci è un artista contemporaneo che narra perfettamente il presente e fa conoscere la realtà anche allo spettatore che è abituato a schivare abilmente ogni suo aspetto scomodo.

In Vite in Transito, la mostra dedicata ad Adrian Paci, al Pac di Milano, l’artista albanese presenta al pubblico una serie di produzioni artistiche dai primi anni Novanta ad oggi.

Questa personale, che sarà aperta fino al 6 Gennaio 2014, è una celebrazione dell’esistenza umana nella sua costante ricerca di identità in un mondo precario e spesso feroce.

I protagonisti delle opere di Adrian Paci sono i combattenti del presente: gli operai dell’opera Turn on (2004), i profughi in attesa di rimpatrio, in Centro di Permanenza Quotidiana (2007), che silenziosamente popolano una scala d’imbarco sospesa tra destinazioni che non saranno mai sinonimo di casa, lo stesso artista che nell’opera video Vajtojca (2002) partecipa da vivo al commiato per il suo funerale per poi alzarsi e stringere la mano a chi lo ha accoratamente pianto, quella mano che verrà stretta ancora dall’artista in Enncounter (2011) alle persone che sono venute a trovarlo in una piazza siciliana e che simboleggia che l’esistenza è caduca ma gli altri ci sono accanto e possono sostenerci nel cammino spesso insidioso della vita.

L’esistenza per Adrian Paci è labile come le pennellate dei suoi favolosi acquerelli, quel velo di colore che sembra quasi scomparire piano piano, ma che poi se ti soffermi a guardarlo e metti a fuoco l’immagine riesci a vedere una storia piena di significato che vale sempre la pena di vivere.

http://www.pacmilano.it

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