L’Ossservatore carioca
11 Ottobre Ott 2013 1314 11 ottobre 2013

Gli aerei non li guidano i manager

Sto pensando a quel pilota Alitalia che qualche settimana fa a Roma ha posato alla perfezione un Airbus su sole tre ruote. Ecco: quello è uno che sa fare il lavoro per cui è pagato.
Ieri aspettavo mia moglie di ritorno da un viaggio in Irlanda e sopra il cielo di Linate c'era una tempesta tropicale per cui molti aerei venivano deviati in altri aeroporti. Il suo aereo British Airwais no: è sceso con la pioggia scrosciante e il vento che faceva volare i cartelloni pubblicitari. Finalmente a terra, mia moglie mi ha raccontato che non hanno neanche sentito il momento in cui l'aereo ha toccato terra. Eccone un altro che sa fare il lavoro per cui è stipendiato.

Ma torniamo al comandante Alitalia. A dispetto degli sfaceli che i manager, o i padroni, se poi lo sono, stanno facendo sulla sua pelle, lui posa perfettamente un aereo carico di gente su sole tre ruote. Manovra perfetta. La manovra di un professionista. Nello stesso modo dovrebbero operare i manager, o sbaglio? O sto fantasticando?

Non credo. Invece continuiamo ad assistere a manager che sfracellano le aziende che guidano: se costoro guidassero un aereo, quale sarebbe la fine della storia?
Domanda banale: perché un professionista (il pilota) è obbligato a condurre perfettamente in porto una manovra, mentre l'altro professionista (il manager) può anche sfracellare tutto e non succede praticamente nulla?
Faccio una proposta: aboliamo i manager. Torniamo a quelli che sanno guidare, e che arrivano a tenere la cloche perché hanno migliaia di ore di volo sulle spalle, in altre parole sanno quello che devono fare, e se qualcosa va storto pagano in prima persona.

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