Gianmaria Tammaro
’O pernacchio
12 Ottobre Ott 2013 1118 12 ottobre 2013

Casa delle Arti e dei Mestieri: soluzioni anticrisi 2.0

«Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente», diceva Indro Montanelli. E lo diceva quando l'Italia era ad una svolta, politica ed economica; quando Università e cultura erano ancora, anche se a fatica, risorse. Figurarsi dirla - e sentirla - oggi mentre c'è la crisi, di idee e di economie; mentre le possibilità per i più giovani si riducono sempre di più, assottigliandosi con il passare del tempo. Vai a studiare, laureati, trovati un lavoro - si diceva una volta. E adesso? Adesso una laurea ti serve a poco, un lavoro non lo trovi - nel paradosso - nemmeno a pagare, e studiare non sembra - non sembra più - un'idea così allettante.

Pessimismo nero a parte, una soluzione, come accennavo sopra citando Montanelli, c'è: sta nel passato. Nelle - meglio ancora - tradizioni. E a Napoli, alla Casa delle Arti e dei Mestieri, si fa proprio questo. È un'eccezione rispetto alla regola del "non si fa; o se si fa, si fa male". È una realtà viva, concreta, che alberga nel cuore del capoluogo partenopeo, e in cui vengono insegnate - proprio come suggerisce il nome - "le arti e i mestieri": scultura presepiale, restuaro delle bambole (ricordate l'Ospedale?); liuteria, mosaico, disegno, pittura, arti plastiche, sartorie e falegnameria. L'obiettivo - si legge sul volantino - «è rinnovare e promuovere laboratori artigianali che mirano al recupero delle antiche tradizioni napoletane». A Pio Monte delle Misericordie, finanziato e gestito dall'omonima Istituzione, da A ruota libera e da Enel Cuore. La Casa delle Arti e dei Mestieri è una valida - validissima - risposta alla crisi: uno sguardo al passato, profondo e coscienzioso, per un futuro migliore. Come vivere il presente, ora, sta solo a noi.

Twitter: @jan_novantuno

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