L’errore in rassegna
16 Ottobre Ott 2013 0840 16 ottobre 2013

AAA giornalisti cercasi (ma solo se "sanno" l'italiano)

Per amore sto cambiando città. So che avreste vissuto bene anche senza questo mio aggiornamento, ma lasciatemi spiegare il perché (la cosa) potrebbe interessarvi.


Conseguenza del mio “trasloco” è la mia incessante ricerca di lavoro. Essendo giornalista, addetto stampa e scrittrice, sto facendo fumare i vari motori di ricerca di queste tre categorie.


La cosa sorprendente (per me) e interessante (per voi) è un requisito (a mio parere ovvio) che viene richiesto (nero su bianco, talvolta anche in grassetto) prima di candidarsi per la posizione vacante di giornalista.


Per tutti coloro che, come me, stanno spulciando annunci di lavoro in materia di marketing, comunicazione ed editoria la “condicio sine qua non” per l’invio del cv è sempre la stessa: ottima conoscenza dell’italiano. Condicio che, pur avendo forme diverse, non cambia; certi annunci richiedono la padronanza dell’italiano, altri richiedono delle spiccate doti di scrittura, altri ancora richiedono una scrittura fluente e corretta. Poi, solo dopo, si passa ai requisiti tipo laurea, esperienza minina, residenza, ecc...


Vi state “toccando”, vero? È un po’ come dire che, se ti stai candidando per una posizione vacante da dentista, devi sapere la differenza tra canino e molare o che, se ti stai candidando per ricoprire il posto di idraulico, devi sapere che il colore blu indica l’acqua fredda e il rosso quella calda.


Insomma… Va bene che il mestiere del giornalista - come disse qualcuno- “è sempre meglio che andare a lavorare”, ma per cortesia lasciateci almeno la nostra dignità: se abbiamo scelto di diventare giornalisti (con uno stipendio da fame a fronte di una vita passata sempre sul pezzo) si presuppone che al liceo preferissimo l’italiano alla matematica.

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