Alessandro Oliva
Viva la Fifa
16 Ottobre Ott 2013 0841 16 ottobre 2013

Bravo Prandelli: non siamo nemmeno testa di serie

Ho sempre odiato chi, prima di un Mondiale o di un Europeo, per un motivo o per l'altro, dichiara di non voler tifare Italia. Non mi tirerò indietro nemmeno per Brasile 2014, ci mancherebbe. Però il mio sarà un tifo, diciamo così, istituzionale. O per dirla in termini da stadio, tiferò solo per la maglia, ecco. Al contempo, rivolgerò le mi simpatie ad altre nazionali. Tipo il Belgio giovane, talentuoso e multietnico. O magari alla Bosnia, che in Coppa del mondo ci sarà per la prima volta. 

Ecco, quelle sono nazionali fresche, che propongono un bel calcio. L'Italia meno. Come dite? L'imbattibilità nel girone è salva? Ah, meno male. Però in Brasile non saremo teste di serie, per la prima volta nella nostra storia. Ora, non che questo si debba tradurre per forza in un vantaggio. Nel 2010 prendemmo un girone sulla carta morbido e scorrevole come il velluto e finì che tornammo a casa dopo 3 partite e nessuna vittoria. Ma non essere teste di serie impica una serie di rischi non da poco. Il ranking Fifa stilato oggi parla chiaro: davanti a noi ci sono, nell'ordine: Spagna, Argentina, Germania, Belgio, Svizzera e, da ieri notte, Colombia e Uruguay, oltre al Brasile padrone di casa. In un caso su due rischiamo di beccare nazionali fortissime nel sorteggio del prossimo 6 dicembre.

E deve far riflettere il fatto che Svizzera e Belgio ci abbiano scavalcate. Il Belgio non fa una competizione internazionale dal Mondiale del 2002; la Svizzera negli ultimi anni è cresciuta, arrivando anche agli ottavi mondiali nel 2006, ma fallendo di fatto l'appuntamento casalingo di Euro 2008. Sono però nazionali che hanno fatto della multietnicità un valore aggiunto e non motivo di dissidi interni. I loro ct non hanno bisogno di vietare ai propri giocatori twitter, dopo che i giornalisti eleggono alcuni di loro simboli della camorra senza che ancora si sia capito il perché (o forse è sfuggito solo a me).

Il gioco di Prandelli è vecchio. Sa di stantìo, come certe caramelle coloratissime fuori ma lasciate invecchiare in qualche barattolo di latta. E dire che ne avremmo, di potenzialità. Lo abbiamo dimostrato soprattutto nella prima partita di Euro 2012, contro la Spagna, con il 3-5-2. Poi, sempre contro di loro, ma in finale, abbiamo invece dimostrato quanto sopra: squadra stanca, sfibrata, impaurita, arretrata. E gli spagnoli a passeggiare sulle macerie azzurre. Al momento di "quagliare", ci siamo arrocati in un calcio che da propositivo si è trasformato in trapattoniano, mentre attorno a noi si cercano nuove strade.

Dice Prandelli dopo il 2-2 con l'Armenia: “Non eravamo teste di serie nemmeno agli Europei, perciò non mi preoccupo di questo. Io comunque devo fare le valutazioni per scegliere i 23”. Ecco, le convocazioni. Ho un solo, grande dubbio in realtà: Montolivo. Ma perchè? Che te ne fai di una coppia di centrali con lui e Aquilani davanti a Pirlo? Ma ogni allenatore ha i suoi pupilli. Forse, ma dico forse, sarebbe meglio insistere su Insigne e Florenzi, se si vuole dare un po' di vitalità alla squadra. Sono sicuro che Prandelli ci stupirà. Purtroppo.

Twitter @olivegreche

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