Luca De Cristofaro
Il labirinto di Cnosso
16 Ottobre Ott 2013 1847 16 ottobre 2013

Il mondo di Mario

Sembra conclusa la tempesta mediatica scatenatasi sul centravanti della nazionale di calcio italiana, Mario Balotelli.

I giornali, la tv, le radio, il web, si sono guadagnati una caterva di visualizzazioni per via del commento dell'attaccante del Milan che si è dichiarato di non sentirsi simbolo dell'anticamorra.

Di certo c'è che 'Super Mario' ama far parlare di sé, peccando di protagonismo e cerca in ogni modo di attirare giornalisti, anche con un tweet così com'è accaduto in questa increspata vicenda che ha alzato un esagerato polverone.

E' un media-bomber e si è autoetichettato da solo come bad-boy, come ragazzaccio, con la sua impulsività. E' caduto ancora una volta nella trappola dei media che, crocifiggendolo in ogni prima pagina, sono bravi a sguazzare sul clamore puntualmente provocato dalla punta palermitana.

Forse, non gli è chiaro del peso che hanno le parole. Forse, non gli è chiaro che la 'macchina del fango', che si ciba della cultura dello 'stare contro a', ormai troppo radicata nello Stivale, è sempre in agguato. Gli è chiaro, però, e questo è da riconoscerglielo positivamente, che non ci si può dichiarare simboli di una battaglia se si è semplici testimonial. Così come lo sono stati tutti gli 'azzurri'.

Gli uomini del ct dell'Italia si sono travestiti da testimonial e i testimonial non servono nella lotta anticamorra. Non occorre fargli pubblicità e non occorrono tanti simboli.

Siamo più umili e intelligenti contro le mafie. Nessuno si senta escluso. Compresi i media, compresi i mammasantissima dell'anticamorra, compreso Balo.

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