Storie dell’altro mondo
18 Ottobre Ott 2013 0744 18 ottobre 2013

Guatemala, per le comunità sfrattate solo promesse?

Nel 2011 nella regione del Polochic in Guatemala una sentenza di esproprio del governo a favore della Chabil Utzaj, multinazionale della canna da zucchero, fu eseguita senza preavviso da esercito e da milizie private. Il risultato furono case e raccolti bruciati, feriti, una vittima e oltre 700 famiglie abbandonate a se stesse, in palese violazione del protocollo delle Nazioni Unite che tutela il diritto delle comunità al cibo e alla casa.

Negli anni successivi, nonostante il proseguire delle violenze e i problemi di malnutrizione, le comunità sono riuscite a organizzarsi e a ottenere il sostegno della società civile internazionale. A seguito della campagna di sensibilizzazione promossa da Vamos al Grano e Oxfam, con la raccolta di 107 mila firme da oltre 55 paesi del mondo, il governo si è impegnato a un risarcimento. Ma l’accordo rimane a oggi disatteso. Nel corso dei lavori del Comitato per la sicurezza alimentare alla FAO, Helmer Velasquez e Zully Morales di Congcoop, a nome delle comunità sfrattate, hanno consegnato una lettera all’ambasciatrice del Guatemala, Stephanie Hochstetter Skinner Klée, per chiedere che – come promesso – il 20 ottobre, il governo consegni terra e fattorie alle prime 300 famiglie del Polochic.

In Guatemala i tassi più elevati di povertà, miseria e denutrizione si registrano nelle zone di maggior espansione delle monocoltivazioni, come nel caso del Polochic., dove il prezzo degli alimenti - fagioli, mais e riso - è aumentato di circa il 70% negli ultimi anni.

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