L’Ossservatore carioca
19 Ottobre Ott 2013 1521 19 ottobre 2013

Leonarda e le sue metafore

Eppure c'è gente che fa lavori più difficili di uno che fa il politico. Mettiamo un neurochirurgo in un ospedale pubblico, il pilota di un aereo, un elettricista (di quelli bravi), un panettiere (sapete, di quelli che fanno il pane buono?): è tutta gente che, ogni mattina, o ogni notte, si alza per svolgere un compito infinitamente più complicato di uno che deve decidere se espellere dalla Francia una ragazzina mentre è con i compagni a scuola.
Se lo chiedo al mio gatto, tipo: amore (chiamo così il mio gatto), dicevo, amore, tu una ragazzina mentre è a scuola insieme ai compagni la espelleresti dalla Francia? La mia gatta mi risponde. Ma sei scemo?
Ecco. Anche un gatto saprebbe cosa fare.

Invece, come abbiamo visto, nei nostri paesi europei (direi che limitare questa oscenità alla Francia è limitativo), i politici riescono a non essere capaci neanche di compiere un'azione di questa disarmante semplicità.

La descrivo, per chiarezza. Leonarda, studentessa quindicenne, figlia di genitori rom, richiedenti asilo, viene prelevata dalla polizia, come un criminale, mentre è a scuola. Il fatto, magari fortuito, è però altamente simbolico.

Leonarda andava a scuola, la scuola è il più nobile servizio che una civiltà organizzata in Stato può offrire a una persona. E proprio lì, questi signori, l'hanno prelevata.

Quando uno Stato si abbassa a un'azione di questo tipo dichiara il suo completo fallimento. Perché il fatto che Leonarda, con tutta la difficile storia che i suoi genitori rom si portano sulle spalle fosse riuscita a integrarsi in una scuola europea, avesse cioè conquistato un privilegio assoluto, l'educazione e il calore di una comunità, dovrebbe essere una ragione di vanto per uno Stato.

Leonarda la dovevano fermare per darle un premio. Leonarda la dovevano bloccare in gita per dirle: brava, vai avanti così, perché potrai essere di esempio per altri. Rappresenti la nostra vittoria. Uno Stato che salva una Leonarda è uno Stato che ha compiuto il suo ufficio. Leonarda definisce le ragioni d'essere di uno Stato. Tutelare, sostenere, appoggiare quell'essere umano che sarà domani sostegno a sua volta dello Stato, della comunità.

Leonarda diventerà una professionista, aprirà un negozio, farà a sua volta dei figli, comprerà un televisore, guiderà una macchina, coltiverà un orto, salverà un cane abbandonato.
Espellere Leonarda è espellere la nostra dignità dal consesso degli uomini.

Non dovrebbe essere difficile, ripeto; è più difficile montare un boiler.



foto Reuters

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook