Luca Rinaldi
Pizza Connection
21 Ottobre Ott 2013 1030 21 ottobre 2013

Le intercettazioni? Dimenticate a bordo del traghetto

L'episodio è di quelli che a sentirlo non ci si crede. Quando a raccontarlo però è il Pubblico Ministero della procura di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, che da tempo tiene le redini del più importante processo sulla 'ndrangheta in terra di Calabria (cosiddetto “Meta”) e che coordina indagini altrettanto importanti sugli interessi mafiosi al di fuori della regione, nella politica e nelle istituzioni, il racconto prende forma.

Come riportano le edizioni dei giornali locali calabresi «Sono stati rinvenuti quattro plichi delle intercettazioni di questo processo su una nave traghetto che viaggiava verso Messina», ha dichiarato lo stesso Lombardo in apertura di udienza del processo Meta lo scorso 18 ottobre. «Il ros di Reggio Calabria» ha proseguito il pm  «è stato contattato dal personale delle navi traghetto, che hanno rinvenuto su un divanetto quattro plichi, fortunatamente quasi integri, relativi alle intercettazioni non ancora trascritte di questo processo».

Il pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo (foto - Corriere della Calabria)

«Fortunatamente - ha sottolineato Lombardo - tre dei plichi sono totalmente integri, mentre un quarto risulta aperto ma il supporto sembra non esser stato toccato». Un episodio inquietante che «dimostra che quelle intercettazioni non sono ancora state trascritte nonostante l'incarico sia stato affidato mesi e mesi fa», ma dimostra anche il «rischio a cui è stato esposto questo processo. Quelle intercettazioni sono originali, se fossero state perse non ci sarebbe stato modo di recuperarle».

A dimenticare quei plichi è stato uno dei periti incaricati della sbobinatura delle intercettazioni, su cui lo stesso Lombardo ha dichiarato di aver già disposto gli accertamenti necessari. Un episodio inquietante, soprattutto se inquadrato all'interno di uno di quei processi che mette alla sbarra le famiglie di 'ndrangheta più importanti non solo in Calabria, ma anche sul territorio nazionale e internazionale. Non è infatti un caso che proprio dalle annotazioni dell'indagine “Meta” abbiano poi preso origine altre indagini che hanno portato gli inquirenti anche a Roma e Milano.

Insomma, la “ballata delle bobine” che va dall'arresto di Leggio a oggi, pare non finire mai. E a Reggio Calabria di ballate e bobine se ne intendono, ora si vedranno le risultanze degli accertamenti disposti dalla procura a carico di quel perito “sbadato”, e magari un segnale di fumo da chi è pronto a invocare le “storture” del sistema giustizia solo in casi particolari e particolarmente convenienti

Twitter: @lucarinaldi

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