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21 Ottobre Ott 2013 1746 21 ottobre 2013

Pirelli scioglie il patto, in arrivo Continental?

A una settimana esatta dal fatidico «liberi tutti» annunciato da Francesco Merloni al termine della riunione dei soci sindacati di Rcs, società editrice del Corriere, anche Pirelli dice addio ai patti di sindacato. La società, peraltro azionista di minoranza proprio di Rcs, ha dato mandato all’avvocato Alessandro Pedersoli – che siede nel board delle Generali – di avviare una consultazione per lo scioglimento anticipato del patto che scade il prossimo aprile. Il tutto nel giorno in cui sono stati cooptati nel consiglio d’amministrazione del gruppo della Bicocca Claudio Sposito, patron di Clessidra, e Paolo Fiorentino, dg di Unicredit. Ovvero i nuovi cavalieri riuniti nella newco Lauro 61, che ha lanciato un’Opa (a 80 cent, troppo poco per Consob che ha chiesto di alzarlo a 83 cent, ndr) su Camfin, la holding che controlla Pirelli. 

Lo aveva detto lo stesso Marco Tronchetti Provera a Cernobbio: «In futuro Pirelli non avrà un patto di sindacato». La fine del patto, d’altronde, era ampiamente prevista e prevedibile: qualche mese fa Generali l’aveva rinnovato ben consapevole che sarebbe stata una mossa a tempo. Rimane la domanda: come mai ora? Certo, il titolo negli ultimi sei mesi ha beneficiato del rivoluzionamento nell’azionariato – l’uscita di Fon-Sai e Allianz e la discesa al piano inferiore (da Camfin a Pirelli) dei Malacalza – guadagnando poco meno del 40% a quota 10,19 euro per azione. Tuttavia, i rumors di mercato parlano di una mossa prodromica a rendere contendibile la società per l’interessamento di Continental. 

I numeri di Continental al 30 giugno 2013

Se così fosse sarebbe un clamoroso contrappasso per il gruppo degli pneumatici. Non solo perché nel 2009 era Tronchetti Provera a dichiarare al Financial Times di guardare alla società di Hannover, ma soprattutto perchè l’ascesa del top manager interista è frutto proprio del fallito assalto a Continental. Nel 1991, dopo 15 mesi di assalto, Pirelli uscì con le ossa rotte dalla campagna tedesca, chiudendo il bilancio con una perdita di 670 miliardi di vecchie lire di cui 350 direttamente collegati al fallito takeover. Una sconfitta che poi portò alle dimissioni di Leopoldo Pirelli, all’epoca vicepresidente della compagnia. 

Continental, terzo produttore al mondo di pneumatici, ha chiuso il primo semestre con ricavi a 16,5 miliardi, sostanzialmente invariati su giugno 2012 (clicca qui e vai a pag. 5) utili in crescita a 1,14 miliardi (1 a giugno 2012) e un debito in discesa da 6,8 a 6 miliardi di euro. Pirelli invece a fine giugno scorso ha registrato ricavi per 3 miliardi di euro (+3,6% sullo stesso periodo del 2012), utili a 150 milioni (-31,3%) e indebitamento per 1,77 miliardi (1,7 al 30 giugno 2012).

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