Andrea Coccia
#jusquicitoutvabien
22 Ottobre Ott 2013 0901 22 ottobre 2013

Ain't no fucking ballpark neither

In una tra le mille scene memorabili di Pulp Fiction, Jules e Vincent dibattono sul grado di intimità che comporta massaggiare i piedi di una donna, nel caso specifico la donna di Marsellus. È in questo dialogo che Jules, impersonato da Samuel L. Jackson, dice una delle frasi più celebri del film: «Ain't no fucking ballpark neither», tradotta in italiano come «Non è neanche lo stesso campo da gioco, cazzo».

Se oggi cito questa frase non è perché voglio parlare di donne, né di massaggi ai piedi (anche se, lo confesso, ancora non so decidermi se ha ragione Jules o Vincent). Oggi cito questa frase per parlare di un altro campo da gioco: il giornalismo, che in questi anni sta vivendo un momento topico della sua storia.

Ieri notte, Ben Smith, editor in chief di BuzzFeed ha annunciato l'ingaggio del giornalista Mark Schoofs, chiamato a dirigere una nuova "unità investigativa" che sarà composta da una mezza dozzina di giornalisti. Schoofs, premio Pulizter nel 2000 per un'inchiesta sull'AIDS in Africa, fino a ora scriveva per ProPublica, e ha un passato al Wall Street Journal.

Due parole su BuzzFeed, per chi non lo conoscesse. Buzzfeed è un sito di informazione lanciato nel 2006 da Jonah Pedretti, già cofondatore dell'Huffington Post. Nata come piattaforma che puntava su contenuti ad alta viralizzazione (dalle classiche foto di gattini ad altre robette capaci di fare il giro della rete in poche ore), nel 2012 Buzzfeed ha iniziato a dare segnali di voler fare, diciamo così, sul serio.

Dal 2012 Buzzfeed ha ingaggiato reporter e giornalisti di grande esperienza e capacità, primo tra tutti l'attuale caporedattore, Ben Smith, preso da Politico. Un altro rande acquisto fu Michael Hastings, sempre nel 2012. Hastings malauguratamente morì in un incidente stradale l'anno scorso, e per capire di che pasta di giornalisti stiamo parlando leggetevi il lungo ricordo del suo capo, Ben Smith, proprio su Buzzfeed.

Buzzfeed è un sito di informazione. Ma è anche uno dei pochi che riesce a fare guadagni. Con più di 80 milioni di utenti unici al mese, Buzzfeed è in crescita costante, e il fatto che investa su grandi professionisti del giornalismo contemporaneo dimostra che sa benissimo dove vuole arrivare. Buzzfeed, insomma, ha le carte in regola per spaventare i grandi quotidiani.

Contate, per esempio, che il New York Times, non certo un quotidiano di provincia, dichiara 29 milioni di utenti unici al mese, quasi un terzo di quelli di Buzzfeed. Niente male per un sito che, oltre a puntare su contenuti fondamentalmente rubati in rete (da Reddit, da Tumblr o da Imgur, principalmente), sta ingaggiando i migliori sulla piazza, sta producendo contenuti giornalistici anche di alta qualità, e si sta espandendo. È notizia di ieri la nascita di Buzzfeed in spagnolo, per esempio, a cui seguirà presto quella in francese e in portoghese.

Ok, credo che ci siamo capiti su che cos'è e cosa significa, a grandi linee, l'esistenza di Buzzfeed nel mondo dell'informazione contemporanea. Bene, ora guardiamo un secondo cosa è successo ieri in Italia, sempre nel campo di gioco del giornalismo. Ammesso che sia lo stesso, ma ora ci arriviamo.

Ieri mattina il comitato di redazione del Corriere della Sera, il più autorevole e importante quotidiano italiano, fondato nel 1876, ha scritto una lettera al direttore, Ferruccio de Bortoli, per chiedere spiegazioni della presenza, nella home del loro sito, di "un link esterno".

Queste le parole esatte:

Caro direttore, abbiamo visto con stupore che il nostro sito online ospita addirittura un link a un altro sito. Ci sembra una iniziativa incomprensibile.

Non credo che serva aggiungere altro. 

Bene, se la discussione tra Jules e Vincent in Pulp Fiction, al posto delle donne e dei massaggi ai piedi avesse riguardato il giornalismo, io la mia posizione ce l'avrei. Starei con Jules.

Perché mi sembra chiaro che qui, parlando del Corriere e di Buzzfeed (ma si potrebbe parlare anche di molti altri, meno all'avanguardia magari ma almeno ancorati all'evoluzione reale del mondo intorno a loro), possiamo tranquillamente affermare che «non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato, e non è nemmeno lo stesso sport».

La caduta continua, insomma, e noi continuamo a dirci che fino a qui tutto va bene. Fin qui tutto bene, fin qui tutto bene, fin qui tutto bene... Sarà...

A presto

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