Luca Barni
Banchiere di provincia
23 Ottobre Ott 2013 0958 23 ottobre 2013

Too small to be saved

Di regole si può morire: l’ho già scritto e lo ribadisco, perché il tema è stato all’ordine del giorno dell’assemblea annuale del Credito Cooperativo lombardo la scorsa settimana. A seppellirci non sarà la proverbiale risata ma un’alluvione normativa: questo è il vero rischio per le piccole banche. Lo dico e lo stradico, perché quando si parla di salvataggi si pensa sempre ai grandi ? Infatti al too big to fail, troppo grandi per non essere salvate, ci abbiamo fatto il callo. Ammettiamo sia giusto, per il bene dei risparmiatori e del sistema. Ma possiamo accettare allegramente il contrario, il TOO SMALL TO BE SAVED, troppo piccoli per essere salvati? Ecco un esempio lampante di quella tecnocrazia che prende forza nei momenti di crisi: pensate che importi a un tecnocrate europeo distinguere fra grandi istituti di credito e piccole banche locali, cioè salvaguardare la biodiversità bancaria? Le stesse regole per gestire le crisi bancarie a livello europeo non possono e non devono valere per i colossi e per le piccole realtà locali, altrimenti faremo di queste ultime dei panda, a serio rischio d’estinzione. Mi auguro che a livello politico, in vista dell’unione bancaria europea, ci si adoperi per salvaguardare la biodiversità che esiste nel settore, quindi le specificità del credito cooperativo. È il minimo se vogliamo una reale concorrenza nel mare magnum delle offerte bancarie. È il minimo pretenderlo da chi detta le regole del gioco e che deve mettere tutti i competitor in condizione di giocare la propria partita. La mia convinzione è che la concorrenza, dopo questa crisi, si baserà sulla sicurezza e la solidità delle banche più che sui rendimenti, spesso più supposti che reali, che propongono.

Ha scritto il Papa emerito Benedetto XVI nella sua enciclica Caritas in veritate: “Il mercato come luogo della fiducia, non solo come luogo dello scambio”: l’avranno letta a Bruxelles?

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook