Il precario – riflessioni in cerca di editore
25 Ottobre Ott 2013 1619 25 ottobre 2013

Isso, Essa e O’malamente

I padroni dell’Italia sono sostanzialmente tre. Due homemade di origine protetta (troppo) e controllata (poco) e un altro che, dalla vicina Germania, tiene in mano le redini del nostro potere politico/economico all’interno dell’Unione Europea. Fino a che Arlecchino sarà servitore di questi tre padroni, le cose difficilmente cambieranno. La sceneggiata si perpetrerà all’infinito, in un incessante crescendo di abusi di potere, ingiustizie e diseguaglianze sociali. Ma chi sono nello specifico questi tre istrionici personaggi che con fare spavaldo decidono comparse, sceneggiatura, musiche e canovaccio?
Isso – Il due volte presidente della Repubblica “Re” Giorgio Napolitano. Il promotore delle larghe intese, ieri ha indetto una riunione per discutere sulla nuova legge elettorale. Gesto nobile fatto con viva e vibrante soddisfazione. Peccato però che, forse per colpa dell’età, si sia dimenticato di interpellare anche le opposizioni. La riunione infatti è stata fatta aumma aumma. Ad essere convocati sono stati: Quagliariello, Franceschini, Finocchiaro, Zanda, Schifani e Susta; tutti esponenti di spicco della maggioranza che appoggia il governo Letta. Nessun esponente del M5S, di Sel, di Fratelli D’Italia e della Lega. Tradotto in numeri questo significa che, in barba ai più basilari principi democratici, se ne è fottuto altamente di circa 12 milioni di italiani che questi partiti rappresentano in parlamento. E’ lecito pensare che scopo della riunione era proprio quello di trovare il modo di eliminare il partito di Grillo, lasciando inalterato lo status quo: con questo sistema elettorale a governare saranno sempre PD e PDL; insieme ovviamente. Un “regalo” fatto a chi lo tiene in vita artificialmente. Non ditelo in giro però sennò vi prendono per eversivi e magari finite in Siberia.
Essa – La cancelliera d’acciaio Angela Merkel. Ci tiene sotto scacco con le sue pedanti politiche di austerity. Tutto merito suo e dei suoi alter ego italici che attualmente sono al governo, se le tasse aumentano (solo per i soliti noti), se la disoccupazione cresce con percentuali simili a quelli riscontrabili solo durante la crisi del ’29. E’sostanzialmente Frau Angela a decidere cosa - o non – possiamo economicamente e finanziariamente fare per non fallire come Grecia and company. Con una durezza che sfiora l’arroganza, detta l’agenda al nostro Paese, ammonisce, minaccia, sanziona. Per fare un esempio: lo spread - il famigerato "differenziale" tra i Bund tedeschi ed i BTP Italiani – praticamente significa che mentre lo stato italiano per ottenere liquidità deve pagare più del 7% di interessi a chi acquista i titoli, la Germania deve pagare solamente il 2% , e questo ovviamente si riflette sull'economia della nazione, visto che per corrispondere gli elevatissimi interessi lo stato tassa i cittadini. Ecco perché, le aziende tedesche hanno meno tasse, più liquidità e ad un costo inferiore.
O’ malamente – Il pregiudicato di Arcore. Il falco numero uno è tornato alla carica e con eloquenti gesti dell’ombrello in stile pibe de oro da Fazio, non si ritira dalla vita politica nonostante la condanna per frode fiscale e la conseguente interdizione dai pubblici uffici, anzi riunisce lo stato maggiore del Pdl, azzera tutte le cariche - compresa quella di Segretario del Partito – e ricostituisce in quattro e quattr'otto Forza Italia. Le colombe si mettano l’anima in pace: finche c’è lui che sgancia i soldi e risana i bilanci di un partito ormai sull’orlo del tracollo finanziario, non si andrà da nessuna parte. Altro che destra moderna ed europea favoleggiata da Alfano. Angelino ritornerà ad essere il burattino di sempre, telecomandato a distanza come se fosse una macchinina della Playmobile. Parafrasando un vecchio successo di Rino Gaetano: “partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri”.

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