Nuovo Mondo
29 Ottobre Ott 2013 1014 29 ottobre 2013

Il Datagate (ovvero i bambini avrebbero saputo far meglio)

Solo un illuso può pensare che gli Usa spiino mentre gli altri stanno a guardare e si fanno spiare, ma la cosa più triste di questo mix fra una puntata di Alias ed una scena di Intrigo Internazionale è l’assoluta conclamata incapacità dei leader mondiali nel gestire una situazione che dei bambini a scuola avrebbero gestito meglio.

Dopo gli Usa ed i microchip nei cellulari, ecco improvvisamente la notizia che i russi relegavano chiavette USB con microchip ai leader durante il G20 e chissà se la reazione della cancelliera Merkel (che comunque ha sapientemente attenuato i toni d’accusa, ben consapevole che i suoi servizi segreti hanno responsabilità gravi e che certe cose non si possono non sapere) o della presidente brasiliana Dilma Rousseff saranno altrettanto disgustate.

Se è vero che il buon Barack Obama, o fa il finto tonto e gioca a chi tira il sasso e nasconde la mano oppure è assolutamente vittima dei suoi consiglieri e colleghi di gabinetto, quasi come Benedetto XVI nelle stanze vaticane negli ultimi tempi, è anche vero che dove c’è un americano che spia, raccoglie informazioni e crea contatti con governi veri o ombra nei paesi, c’è un russo che fa altrettanto, anzi peggio, come raccontano le cronache degli ultimi anni.

Chiariamo: in tempi in cui Usa, Russia e Cina si fanno sfrenata concorrenza tecnologica ed economica, in cui nuovi paesi emergenti come Brasile, India e Sud Africa, teoricamente non allineati, in realtà aspettano solo il miglior offerente per allearsi, in cui l’Europa è attraversata da una crisi che appare senza soluzioni mentre Maghreb e Medio Oriente sono a metà fra l’anarchia e la guerra dichiarata, come si può pensare che non sia legittimo spiare?

Soltanto i soloni dell’Unione Europea, quelli che chiusi fra le carte e le bouvette dei palazzoni di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo possono pensare che sia un reato spiare, salvo poi sperare di risolvere tutto con un comunicato stampa, una sanzione economica o una dichiarazione televisiva di disapprovazione, ma la politica estera, quella seria, anzi quella pericolosa, è un’altra cosa.

Chi pensa soltanto che gli 007 americani siano sparsi per l’Europa per spiare tutti, magari con l’appoggio di servizi segreti nazionali e che Snowden sia oggi il paladino della verità dimentica che la Russia in Europa fa il bello ed il cattivo tempo: da anni intrattiene rapporti profondi con la Germania (che oggi si lamenta dell’offesa americana ma non è mai stata così vicina alla Russia come in questi anni), tiene sotto scacco l’Est con il gas e la Nato per lo scudo spaziale ed ancora oggi non si conosce la verità su Livtinenko, Magnitsky, Perepilichniy, Gorbuntsov e Berezovsky, feriti o morti con alterne vicende sul suolo britannico (i dignitari di sua Maestà altra nazione amica di tutti e di nessuno).

Insomma dov’è lo scandalo? Forse che ci spiamo l’un l’altro è un problema serio nell’era in cui ogni persona va sui social network a mostrare anche le sue sedute in bagno? Semmai lo scandalo è che bisognerebbe saper spiare come bisognerebbe saper copiare, ovvero senza farsi scoprire e sollevare polveroni oppure iniziare il gioco stupido ed inutile delle accuse reciproche. Chiedere ai bambini a scuola come si fa…Ma a quanto pare Obama era uno studente troppo diligente.

@angelodaddesio

https://www.facebook.com/PerfilItalianoBlog

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook