Da casa a casa
30 Ottobre Ott 2013 1728 30 ottobre 2013

Valeria Graci, da Zelig a Peppa Pig: «È la mia passione»

Ha sempre saputo cogliere le mode e i fenomeni del momento per poterne poi fare una parodia. E non ne ha mai sbagliata una. Valeria Graci é una delle attrici più complete del nostro scenario nazionale: ha iniziato da giovanissima con il teatro, poi la famosissima partecipazione a molte edizioni di Zelig (é sua la famosa parodia di Uomini e Donne, dove interpretava la "corteggiatrice" Valeriana, accompagnata dall'amica Katia Follesa) e ora sta muovendo i primi passi nel mondo del cinema (ha già esordito sugli schermi con importanti registi). Tra pochi giorni, il ritorno sulle scene a "Made in Sud" (in prima serata su Rai 2) con una parodia del cartone Peppa Pig. Sono già online alcuni video dove interpreta «la maiala più clikkata del web, dopo Belen», e che hanno già fatto il giro della rete. La abbiamo incontrata. 

Innanzitutto, perché proprio Peppa Pig?

É il personaggio del momento. Ho un bambino di quasi tre anni, e guardo spesso questo cartone con lui. Ogni tanto mi scappava un'imitazione di Peppa e ho pensato: «Perché non provarci?». Così, ho trovato il modo di interpretarla.
Ogni tuo successo (Uomini e Donne, Miss Italia, ...) é sempre uno spunto che deriva da fenomeni o manie del momento. Perché?
Non sono mai stata monologhista. A me piace fare parodia. Principalmente faccio televisione, ma realtà come quelle di "Zelig" o di "Made in Sud" (dove debutterò l'11 novembre) sono molto di più: sono teatro, sono laboratorio. Mi piace cambiare, e fare parodie di personaggi che mi divertono.
A proposito, da dove nasce la volontà di partecipare a "Made in Sud"? Sei pronta per questo nuovo inizio?
Certo, senza essere disfattista ti confesso che "Made in Sud" é l'unico programma comico che attualmente guardo in tv. Mi diverte molto. E, cosa ancora più importante, la spontaneità di questa trasmissione mi ricorda gli inizi della comicità in televisione. Per una serie di fortunati eventi e incastri, arriverò su quel palco, in diretta in prima serata su Rai 2. 
Qual é il comico che stimi di più? Perché?
Tra i più importanti, ti cito con malinconia Zuzzurro, che ci ha lasciati pochi giorni fa e che é stato (ed é tuttora) uno dei miei preferiti. E non è un nome detto a caso: faccio molta fatica a ridere quando guardo i programmi di intrattenimento. Zuzzurro è uno dei pochi, insieme a Totò, che mi fa ridere, per quello che dice e per il modo che ha di dirlo. 
Cosa avresti fatto se non avessi avuto il successo come attrice?
Non lo so esattamente: sicuramente avrei fatto qualcosa di creativo, perché fin da piccola vedevo questo come un modo con cui potevo esprimermi in modo particolare e personale. Senza dubbio avrei viaggiato: é una cosa che mi piace molto.
Quando hai iniziato a capire che questa poteva essere la tua strada?
Nonostante le difficoltà che ciascuno di noi può avere, io credo in una cosa: quando si ha un sogno bisogna crederci veramente, seriamente. Altrimenti non avrebbe nessun senso avere quel sogno particolare. A 14 anni ho iniziato a studiare e a fare i primi provini. Poi, naturalmente, da lì a dire che si trattava della mia strada (e quindi del mio lavoro), ci vuole tempo ed esperienza. Ho dovuto continuare, giorno dopo giorno. Sono convinta che se uno ha le palle di non mollare, le cose arrivano prima o poi.
Quanto conta far ridere in un mondo così pieno di problemi? Senti una responsabilità sociale?
Nei miei lavori non parlo mai di politica, di problemi seri del nostro Paese. Lo faccio perché non mi piace scherzare sulle cose serie: credo che in tutte le cose ci siano diversi modi per poter ironizzare. Io, personalmente, non mi permetterei mai di "prendere in giro" cose così rilevanti come la politica o come i grandi problemi sociali. Credo sinceramente che bisogna imparare ad avere cura di ciò che riteniamo importante.
Dove vuoi arrivare?
Come ogni attrice l'ambizione più grande é quella di poter vincere l'Oscar (ride, ndr). In realtà, mi auguro che ci sia sempre la possibilità di poter scegliere. Per non svalutarsi. Per non andar dovunque e in qualunque programma televisivo pur di comparire. Credo sia fondamentale. Io, ad esempio, non sono scomparsa dalle scene in questi ultimi tempi, come molti dicono: ho semplicemente aspettato di avere il personaggio giusto, il mio personaggio. E, in ogni caso, tutto é un nuovo inizio per me: é la mia passione. 
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook