LOMBARDIA NEXT STATE IN EUROPE
1 Novembre Nov 2013 2006 01 novembre 2013

Ecomafie: la Lombardia sotto attacco ha bisogno di un risveglio democratico

Lo scorso 18 ottobre si è tenuto a Cernusco sul Naviglio il secondo incontro organizzato da Pro Lombardia Indipendenza dal titolo “Indipendenti dalle mafie”. Un simile incontro era già stato organizzato lo scorso Maggio a Rho, un altro centro dell’hinterland di Milano. Pro Lombardia Indipendenza, che da mesi si applica con impegno nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso, crede che la conoscenza del fenomeno mafioso sia fondamentale per combattere il controllo di queste organizzazioni sul territorio lombardo. Il nostro movimento porta avanti un progetto di introduzione di istituti di democrazia diretta, ovvero l’acquisizione da parte del popolo lombardo della vera sovranità democratica con un deciso potenziamento dell’istituto del referendum. Crediamo quindi che solo la vera conoscenza del fenomeno possa dare ai lombardi gli strumenti necessari per legiferare nel modo più giusto e per sconfiggere le organizzazioni mafiose. Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare un ciclo di incontri, ognuno con una diversa focalizzazione, per capire sempre meglio il fenomeno delle organizzazioni criminali; l’argomento della serata è stato quello delle ecomafie. A Cernusco sono intervenuti due giornalisti: Luca Rinaldi di Linkiesta ed Ester Castano di Altomilanese. Quest’ultima è saltata agli onori della cronaca lombarda ed italiana per il suo encomiabile e proficuo lavoro per mettere a nudo la situazione di Sedriano, primo comune lombardo ad essere sciolto per infiltrazione mafiosa. Per permettere a coloro che non sono potuti essere presenti a questo interessante incontro, abbiamo voluto redigere un riassunto di quanto esposto durante la serata. Il primo intervento è stato di Luca Rinaldi, che ha per prima cosa parlato del caso Desio, comune dove le cosche usavano una cava dismessa come discarica abusiva di rifiuti. In un’area di 30.000 mq si stima siano stati scaricati 160.000 m3 di rifiuti. Nonostante l’abuso sia stato scoperto nel 2008, oggi la cava permane nella stessa situazione, e ancora si attende una bonifica. Rinaldi ha poi continuato dicendo che nel nord italia vengono perpetrati 18 reati ambientali ogni ora, e che tale dato è nella media dello stato italiano. Parlando poi dello scioglimento dei comuni per infiltrazione mafiosa, pratica che per la prima volta è stata applicata in Lombardia negli scorsi giorni, ha spiegato come troppo spesso ci si limiti a pensare allo scioglimento di giunte e consigli comunali, senza controllare la trasparenza degli uffici tecnici comunali, dove spesso possono essere presenti episodi di corruzione. È stato poi il turno di Ester Castano, che ha ricordato il processo Crimine-Infinito, che ha mostrato alla società civile lombarda la realtà dei territori controllati dalla ‘Ndrangheta. Da Luglio 2010 ci sono stati 300 arresti, tra cui possiamo annoverare l’ex direttore dell’Asl di Pavia. Tra questi arrestati non troviamo solo ‘ndranghetisti trapiantati in Lombardia ma anche imprenditori lombardi, che hanno trovato nelle cosche un interlocutore economico. In merito all’argomento della serata, le ecomafie, ha poi approfondito il tema dello sversamento di rifuiti ad Arluno, dove le fosse scavate per il cantiere della TAV venivano riempite con rifiuti provenienti da tutta la Lombardia. Luca Rinaldi ha poi ricordato come il patto di stabilità metta in difficoltà le amministrazioni locali, che spesso si ritrovano di fronte a restrizioni economiche ed amministrative. Dopo gli interventi dei due ospiti è cominciato un vivace question time, grazie anche alla partecipazione del Dr Giacomo Consalez, esponente del nostro movimento; in particolare è stato chiesto ai due giornalisti se una maggiore partecipazione della cittadinanza ai processi decisionali, tramite anche istituti di democrazia diretta, potrebbe essere una soluzione, sia nei confronti del problema delle mafie sia del problema della devastazione ambientale del nostro territorio. In particolare dal pubblico è stato ricordato come nessun comune lombardo si sia adeguato ad una normativa europea, inserita nell’ordinamento italiano con il decreto legge 267 del 2000, che diceva che era dovere dei comuni inserire nei rispettivi statuti delle pratiche di partecipazione dei cittadini; la scarsa attenzione della popolazione lombarda può essere dovuta alla mancanza di potere che si trova a vivere nello stato italiano. Per quanto riguarda i casi di Sedriano e Arluno, con l’introduzione della democrazia diretta, sarebbe stato possibile rimuovere il sindaco dal suo incarico, e impedire la realizzazione della discarica. I due giornalisti, pur sottolineando che la popolazione dovrebbe dimostrare maggiore interesse e reattività anche con questo quadro politico, hanno concordato che delle norme che aumentino i poteri diretti della cittadinanza potrebbero facilitarne la partecipazione.

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