Stefano Grazioli
Gorky Park
1 Novembre Nov 2013 1413 01 novembre 2013

Tra Merkel e Obama non c'é solo Snowden

I rapporti tra Germania e Usa non sono stati mai così tesi come ora. Chi pensa che sia una questione temporanea e dovuta sostanzialmente al cellulare di Angela Merkel spiato da Obama però si sbaglia. L’affaire Snowden è scoppiato in mano al presidente americano portando alla luce una serie di problemi che in questi ultimi anni hanno prodotto più di uno screzio nei rapporti tra Berlino e Washington.

Sia chiaro: le relazioni transatlantiche sono salde, ma il retaggio degli equilibri della Guerra fredda è inevitabilmente più leggero e le mosse tedesche e americane sulla scacchiera internazionale hanno aperto crepe in un rapporto in cui la Germania si sta emancipando.

Dopo la Riunificazione, Berlino ha spostato il suo baricentro geostrategico verso Est. La Russia è passata da nemico numero uno a partner fondamentale sull’asse euroasiatico. All’inizio Helmut Kohl con Mikhail Gorbaciov e Boris Eltsin, poi Gerhard Schröder con Vladimir Putin e persino Angela Merkel prima con Dmitri Medvedev e ora con lo stesso Putin, hanno avvicinato Germania e Russia all’insegna di un pragmatismo economico che si è anche tradotto in un allineamento geopolitico sempre più frequente in contrasto con gli Stati Uniti.

Solo immediatamente dopo l’11 settembre vi è stata una convergenza di posizioni, che però si sono allontanate nei casi di Iraq, Libia, Siria e anche Iran, dove Berlino e Mosca hanno in sostanza condiviso la linea opposta a quella di Washington. Schröder e Putin contro Bush, Merkel e Putin contro Obama. Non solo: Russia e Germania si sono ritrovate ad agire attivamente insieme su un piano, quello energetico, riuscendo a imporre i propri interessi. È questa la base per uno scenario futuro d’integrazione tra Europa e Russia (che non va tanto a genio agli Usa) che vada naturalmente al di là della questione dei tubi.

Che Edward Snowden, considerato da Obama un criminale traditore, abbia ottenuto asilo temporaneo a Mosca sotto la protezione di Putin e possa venire ascoltato presto dal governo tedesco guidato dalla Merkel non è certo un caso. Il Datagate ha messo in evidenza come la Germania (e l’Europa) abbiano la necessità di rivedere le relazioni con gli Stati Uniti, partendo dal fatto che proprio dalla Casa Bianca è partita l’offensiva contro quelli che – forse ingenuamente – credevano di essere alleati. Tra Stati non c’è però amicizia, sono gli interessi che avvicinano o allontanano.

A Washington l’approccio tedesco alla Russia (la Germania è il terzo partner commerciale per Mosca, dopo Olanda e Cina), ma anche alla Cina (la Germania è il maggiore partner per Pechino in Europa e la Cina è per Berlino il terzo partner mondiale) così come il ruolo egemone di Berlino nell’Unione Europea (una costruzione che gli americani preferirebbero vedere traballante, non per nulla si servono dei sudditi britannici per minarne la stabilità) sono visti come una minaccia a quel vecchio ordine mondiale che ormai ha bisogno di una rinfrescata.

Dalla Germania sono sempre più forti le voci che rivendicano uno smarcamento da Washington e Londra, il che non vuol dire automaticamente un allineamento acritico con Mosca. Ma che la futura architettura continentale abbia bisogno di un bilanciamento è un dato di fatto che non verrà ignorato.

(EAST SIDE REPORT)

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