Cristiano Bosco
Vanilla Latte
2 Novembre Nov 2013 1942 02 novembre 2013

Metti un venerdì sera con Gasparri e il Tea Party

Venerdì sera del giorno di Ognissanti. A dispetto della festività, i palinsesti televisivi restano, fortunatamente, pressoché invariati. Su Rai Due c'è Virus, programma di approfondimento politico condotto dal giornalista Nicola Porro. Una puntata piuttosto vulcanica, ricca tanto di ospiti quanto di argomenti. In studio Maurizio Gasparri (PDL), Anna Ascani (PD), il giornalista Peter Gomez, il portavoce del Tea Party Italia Giacomo Zucco, in collegamento Alessandro Sallusti del Giornale, il sindaco di Bari Michele Emiliano e la sondaggista Alessandra Ghisleri (Euromedia Research), più il blitz culturale-artistico di Vittorio Sgarbi, l'intervista all'autore-sindaco Federico Moccia e, dulcis in fundo, i video di Lambrenedetto XVI. C'è spazio per tutto: il caso Cancellieri, ancora la vicenda Ruby (evergreen), le cozze pelose (ritorno a sorpresa), la decadenza di Berlusconi, il voto palese, il crollo del mercato immobiliare, il boom dei “compro oro”, l'arte di Hyeronimus Bosch, il governo, l'economia, le pensioni, i lucchetti di Ponte Milvio, e gli ortaggi tedeschi.

Insomma, un menù alquanto abbondante, per ogni tipo di palato. In particolare, per gli appartenenti e i simpatizzanti del cosiddetto “Tea Party”, gruppo liberale-liberista-libertario che prende spunto dagli analoghi movimenti anti-tasse sorti negli Stati Uniti, dal non velato richiamo al celeberrimo evento storico del “Boston Tea Party” del 1773, quando coloni americani travestiti da nativi gettarono a mare ceste di the britannico, atto di protesta contro l'impero da cui scaturì la Rivoluzione Americana. C'era molta attesa per l'ospitata di Giacomo Zucco, esponente di spicco del Tea Party Italia, già visto diverse volte sugli schermi televisivi, pronto a lanciare invettive contro le tasse e contro lo Stato anche in prime time sulla seconda rete Rai. Cosa che effettivamente ha fatto, per certi versi andando controcorrente rispetto alla normale consuetudine dei talk show televisivi a sfondo politico. Solitamente è un continuo, ormai automatico, scambio di accuse tra centrodestra e centrosinistra (poco importa che poi siano alleati al governo, da anni). Con Zucco ciò non accade: perché per lui il problema si chiama Stato, spesso accompagnato da aggettivi poco carini.

Ma oltre alla trasmissione stessa, nella quale Zucco è stato persino definito “anarchico” dalla deputata del Partito Democratico Anna Ascani, uno spettacolo parallelo è andato in scena su Twitter, proprio mentre gli ospiti discutevano, più o meno animatamente, di tagli, manovre economiche e governo. Attorno alle 10.00, infatti, il profilo ufficiale del Tea Party italiano (@TeaParty_ITALIA), forse sull'onda dell'euforia per la presenza del proprio beniamino in tv, lascia partire un tweet un po' partigiano: “Grazie a @VirusRai2 che ha invitato @gasparripdl e @annaascani imbarazzanti a confronto di @giacomozucco. #Virusrai2 #Zucco”. Un commento che, data la menzione, non dev'essere – comprensibilmente – piaciuto a Maurizio Gasparri (@gasparripdl), il quale, noto per non lesinare cinguettii al fulmicotone, non si è scomposto e ha risposto (direttamente dallo studio, evidentemente) “@TeaParty_ITALIA @VirusRai2 @AnnaAscani @giacomozucco levate la droga dal tè che poi dite sciocchezze. Imbarazzanti”.


Lo scambio di tweet tra il Tea Party Italia e Maurizio Gasparri, durante la trasmissione "Virus" di Venerdì 01 Novembre

Apriti cielo, via con la rissa. Solo su Twitter, s'intende, ma senza esclusione di colpi. La risposta del Tea Party non si è fatta attendere: “@gasparripdl vai in pensione (che ce l'avrai) sei un pagliaccio statalista. La nuova dx è #TeaParty tu il passato. @VirusRai2 @giacomozucco”. Ora, conoscendo il credo del movimento anti-tasse, “statalista” è da considerarsi una delle offese più pesanti che possano esistere, persino peggio di “Keynes!” o “piano quinquennale!”. Così Gasparri, in grande forma su Twitter (spettacolare il suo “Go Home” rifilato nei giorni scorsi addirittura a Barack Obama), ha controbattuto ancora: “@TeaParty_ITALIA @VirusRai2 @giacomozucco offende chi è irrilevante. Constato che nulla siete nulla sarete. Delete”. Delete. Come dire, “saluti e baci”. Anzi, senza baci. Aggiungendo poi, come se non si fosse già intuito: “@TeaParty_ITALIA bloccati perché offendete, non discutete”. Game over.

Finita così? Non proprio. Perché, mentre sulla rete – come ovvio – si scatenava un dibattito conseguente allo scontro tra Tea Party e Gasparri, il Senatore è tornato a gettare benzina sul fuoco, con un tweet espressamente dedicato allo sparring partner Zucco: “@giacomozucco è un patetico caso umano”. Risposta dell'interessato, che pare averla presa con filosofia: “@gasparripdl Ti amo anch'io, cucciolo!”. Nel fotografare lo scambio di battute, il giornalista e blogger David Allegranti (@davidallegranti), sempre su Twitter, ha perfettamente sintetizzato, con ironia, la vicenda: “C'è simpatia”. Chissà se i litiganti faranno mai pace. Ci vorrebbe forse una tazza di buon caffè. Pardon, di the. Magari per scoprire, senza litigare ma dialogando insieme, che un sistema con meno tasse e meno presenza dello stato, come (ben) funziona altrove, piacerebbe a entrambi. Quasi a tutti.

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