Gianluca Melillo
ItaliAmo
5 Novembre Nov 2013 0847 05 novembre 2013

La Ministra e l'affaire Ligresti

La vicenda è arcinota, la Ministra della Giustizia, a poche ore dall’arresto di un noto pregiudicato per tangenti (Salvatore Ligresti), ha telefonato alla sua compagna.
E, dopo essersi scusata per non aver chiamato prima, ha espresso solidarietà alla donna.

Poi, le ha ripetuto per due volte che quanto era accaduto non era “giusto”. Infine ha chiuso e ha detto: “Qualsiasi cosa io possa fare, conta su di me, non lo so cosa possa fare, però guarda son veramente dispiaciuta”.

Ed un mese esatto dopo Giulia Ligresti, dopo una segnalazione della Ministra, esce dal carcere per gravi motivi di salute. Vero è che l'amministrazione carceraria nega con forza di aver ricevuto pressioni di sorta per scarcerare la Ligresti. Ma tant'è che lei è a casa, migliaia di altri detenuti, nelle stesse (o peggiori) condizioni, sono ancora dentro.

Comunque vedremo cosa accadrà oggi alle Camere, dove la Ministra andrà a riferire. Certo è che dubbi e incertezze sulle motivazione di questo suo gesto restano.

A cominciare dal fatto che Salvatore Ligresti era il proprietario della casa dove viveva, e vive, il figlio della Cancellieri, dove era l’azionista di maggioranza della società per cui il giovane manager lavorava (ne è da poco uscito con una liquidazione da 3,6 milioni di euro).

Tutto questo ha influito sulla decisione della Guardasigilli di chiamare una persona che non sentiva da mesi?

Personalmente non so rispondere. L'unica certezza è che quanto fatto dalla Cancellieri non è degno di un Ministro della Giustizia, al di la del precario stato di salute di Giulia Ligresti.

Due le ragioni che rendono indegno il comportamento della Ministra: la prima perché la Legge non può essere uguale per "quasi" tutti, ed un po' più uguale per i ricchi e potenti. E la seconda invece che se, come personalmente sostengo da sempre, lo stato delle carceri è inumano un Ministro della Giustizia dovrebbe lottare per cambiarlo, cosa che non pare esser la priorità, al di la dei proclami, dell'attuale Guardasigilli.

Invece l'ex Prefetto Cancellieri pare più interessata a mantenere la poltrona, ed aiutare gli amici, piuttosto che essere imparziale e risolvere (o quanto meno provarci) i problemi della giustizia, carceri in testa, in Italia.

Ma forse sbaglio. Forse.

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