L’accattone
9 Novembre Nov 2013 1010 09 novembre 2013

Parigi: 5 m2 a 50 mila euro

Camminando nel quartiere di Saint George ho trovato quest’annuncio. Notare che si tratta di “esclusività" e di un “ideale pied-à-terre”.

Niente di sorprendente, le cosiddette “chambres de bonnes”, camere per le colf, all’ultimo piano dei palazzi hausmanniani con le toilette sul pianerottolo si sono sempre vendute e affittate. Solo che oramai raggiungono i 10 mila euro al metro quadro, contro qualsiasi etica della decenza (e lo stato è spesso ben lungi dall’essere decoroso). Le vendite a Parigi, con la crisi hanno avuto un arresto importante, ma i prezzi non sono scesi (l’anno scorso hanno subito una diminuzione dell’1% secondo Meilleursagents.com ma da quest’anno hanno ricominciato a salire lievemente).

Secondo l’Economist, Parigi è una delle città più care del mondo per quanto riguarda l’immobiliare se rapportato agli stipendi e alla qualità delle case. Una famiglia guadagna in media 30 mila euro all’anno e il prezzo medio al metro quadro è di 8 mila euro dentro il périphérique (la tangenziale interna che separa il comune di Parigi dalle banlieues dove vivono 8 milioni di persone). Le banlieues d’altra parte subiscono la gentrificazione in maniera massiccia e i prezzi non sono più così distanti da quelli del centro.

Da tempo in Francia non si parla d’altro: le campagne di sensibilizzazione sono costanti (l’anno scorso dei pannelli della Fondation Abbé Pierre di 12 m2 nei metrò riproducevano la vita in uno studio parigino) e il governo fa dichiarazioni e leggi per calmierare i prezzi. Leggi che si rivelano puntualmente inutili. La stranezza è che oggi, in certi quartieri, un tempo popolari, convivono giovani quadri, indebitati per vivere in 40 m2 ai prezzi di oggi, e disoccupati spesso proprietari che negli stessi edifici, dieci anni fa, hanno comprato appartamenti simili a prezzi stracciati. Il che, in fondo, contribuisce allo charme, la vivacità e il miscuglio sociale della città.

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