Marco Sarti
Camera con vista
11 Novembre Nov 2013 1451 11 novembre 2013

Gelmini e Formigoni, scontro lombardo a colpi di tweet

Se le danno di santa ragione Roberto Formigoni e Maria Stella Gelmini, ma sempre cinguettando. Uno scontro tutto lombardo all’interno del Pdl, combattuto un tweet dopo l’altro. Al centro del contendere, neanche a dirlo, il Consiglio nazionale di sabato prossimo. E il numero di firme che innovatori e lealisti berlusconiani stanno raccogliendo attorno ai due documenti che saranno presentati all’assemblea Pdl. «In Lombardia dove, ahimè, abbondano falchi e pitonesse, il nostro documento innovatori Pdl ha già raccolto la firma del 40 per cento dei membri del Cn», spiega Formigoni sul social network dell’uccellino azzurro.

Passa poco e l’ex ministro dell’Istruzione, lealista, gli risponde per le rime. «In Lombardia oltre il 70 per cento dei delegati ha scelto di stare con Berlusconi. Formigoni millanta il 40 per cento delle firme che tristezza!». Accantonate le buone maniere i due dirigenti berlusconiani passano a uno stile più diretto. «Povera stella, la ns Gelmini, che nella concitazione di questi giorni non sa più fare i conti» replica l’ex governatore. «Ma poiché noi abbiamo il 40 per cento, loro non più del 60». L’ultimo cinguettio - almeno per ora - assomiglia a un guanto di sfida. «Caro Formigoni - scrive la lealista - il 16 novembre vedremo chi sa contare e chi la spara grossa per raccattare qualche firma in più…#partitapersa». C’era una volta il Pdl.

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