Zhongnanhai e dintorni
12 Novembre Nov 2013 2145 12 novembre 2013

Pcc: qualche considerazione al termine del “conclave rosso”

Forse qualcuno si aspettava molto di più. Sperava in riforme che snaturassero il carattere prevalentemente socialista della Repubblica popolare cinese, così da proclamare urbi et orbi che a Pechino c'è solo il capitalismo e che la definizione "comunista" del partito al governo è solo folklore. Ebbene, costoro si armino di un poco di pazienza perché dovranno ancora convivere a lungo con l'anomalia cinese. Brindavano al multipartitismo, alla fine del monopolio del Pcc e poi? Si viene a sapere che il nuovo partito di ispirazione neomaoista e legato alla personalità di Bo Xilai, non trova neppure tanto consenso tra chi era politicamente vicino a quest'ultimo.

Ma veniamo alle indicazioni che sono emerse dal terzo Plenum del Partito comunista che si è svolto dal 9 al 12 novembre. Le novità ci sono, senza dubbio e prefigurano nuovi sviluppi nel cammino del "socialismo con caratteristiche cinesi”, ma certo non vanno incontro alle aspettative di chi si augurava una significativa riduzione del ruolo dello Stato, e quindi di quello del Partito comunista.

Certo dai comunicati ufficiali emerge un maggiore riconoscimento al mercato nell’allocazione delle risorse, grazie ad un ruolo che viene ora definito “decisivo” (prima lo si classificava come “fondamentale”), tanto quanto lo è quello del settore statale. Piena parità tra Stato e mercato, quindi? Ad oggi, parrebbe non proprio così, ed in questo si prosegue sulla via tracciata nel 1992 con la definizione del “socialismo di mercato”. Al settore statale è riconosciuto un ruolo “predominante”. E questo - sottolineiamolo ancora - significa ruolo predominante del Partito comunista. La presenza di un florido settore privato, oltre a permettere una maggiore libertà di scelta ai cinesi, dovrebbe stimolare la vitalità e la creatività di quello pubblico così da garantirne il ruolo di primo piano. E che destino si prepara per le grandi aziende statali? Anche qui un poco di amarezza per i coloro che si auguravano l’allentamento della loro morsa sull’economia cinese. Ad oggi l’unica decisione presa è quella che permetterà ai privati di acquisire quote fino ad un massimo del 15%.

Quanto al ruolo guida in economia del Pcc c’è da segnalare che il “conclave rosso” ha varato la creazione di un “gruppo di lavoro di alto livello” con il compito di presiedere alla politica di riforma. Ebbene questo gruppo non risponderà al governo, ma direttamente al Partito. Davvero troppe anomalie nel “capitalismo” cinese.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook