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15 Novembre Nov 2013 1718 15 novembre 2013

Marc Marquez e l’arte di cadere per vincere il Motomondiale

Marc Marquez è diventato campione del Mondo della classe MotoGp nonostante 15 cadute nelle 18 corse del campionato 2013. Il suo principale avversario, Jorge Lorenzo, di cadute ne ha fatte soltanto 2, ma è lo stesso arrivato dietro in classifica – sebbene di soli 4 punti su più di 330.

Il motivo è che soltanto una caduta di Marquez, quella del 2 giugno al Gp d’Italia disputato al Mugello, gli ha impedito di arrivare sul podio alla fine di una gara. Tutte le altre sono avvenute non in gara bensì in prova, e non hanno avuto conseguenze sul risultato delle corse. Per il resto Marquez è sempre arrivato nelle prime 3 posizioni (con 6 vittorie) tranne in Australia il 20 ottobre, ma in quel caso non è stata colpa sua bensì del suo box, che ha sbagliato il calcolo dei giri che poteva percorrere in pista prima del cambio moto causa pioggia e lo ha fatto squalificare.

Le cadute di Lorenzo sono state ben più pesanti, pur essendo molte meno. In quella del 29 giugno, in Olanda, si è fratturato la clavicola sinistra, e due settimane dopo non ha corso il Gp di Germania perché è di nuovo caduto nel corso delle prove piegandosi la placca metallica che gli era stata apposta sulla clavicola fratturata.

Nel complesso dei Gp stagionali, Lorenzo è salito sul podio 14 volte con 8 vittorie, accumulando 330 punti.

Marquez, però, ne ha accumulati 334.

La differenza tra i due contendenti l’ha fatta lo stile di guida, più che la moto.

Perché è vero che correvano su mezzi diversi (Marquez sulla Honda RC213V, Lorenzo sulla Yamaha YZR-M1) ma le prestazioni dei loro mezzi, alla fine, erano praticamente equivalenti. Anche i loro compagni di squadra, rispettivamente Daniel Pedrosa e Valentino Rossi, hanno infatti infatti conquistato vittorie nell’anno, e complessivamente questi 4 piloti hanno conquistato 50 dei 54 podi possibili... i posti residui se li sono spartiti Cal Crutchlow, su Yamaha, e Stefan Bradl, su Honda (fonte Wikipedia).

Marquez ha costruito il vantaggio piegando in curva all’inverosimile, tirandosi fuori dalla scocca della moto con tutto il corpo e toccando la corda con il ginocchio, il gomito, la spalla, il casco... Pedrosa, con la stessa moto ma mantenendosi più in carena, disegnava curve un pochino più tonde e un pochino più lente.

Dal canto suo Lorenzo ha continuato nell’evoluzione del suo stile che da «por fuera», ovvero da sfruttatore di tutti i centimetri di pista e di parecchi anche esterni a essa, è diventato «martillo», ovvero il martello che abbatte a ogni giro decimi di secondo. Un’evoluzione che gli ha consentito, negli ultimi 8 campionati mondiali cui ha partecipato (dice la Wikipedia) di arrivare 7 volte tra i primi 2 del Mondiale, con 4 titoli vinti.

Nel corso degli anni, Lorenzo è diventato sempre più pulito, è caduto sempre meno volte. Marquez, per batterlo, ha cercato qualcosa di più. A costo di cadere di più.

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