Italia 2014
21 Novembre Nov 2013 1301 21 novembre 2013

Servizio Pubblico: uno sportello permanente per nativi digitali

Sono stato a Perugia per la quarta edizione di Immaginario Festival, ormai un appuntamento fisso per fare il punto sulla comunicazione radiotelevisiva al tempo di internet. Torno con una solida certezza, confermata da abbondanti statistiche ma davvero impressionante quando si materializza davanti agli occhi: la tv generalista è all’ultima, ultimissima chiamata per una intera generazione, quella dei nativi digitali. E’ bastato convocare un gruppo di cinque studenti tra i 20 e i 25 anni, chiedendo loro di produrre un’idea a testa per rivitalizzare l’offerta del servizio pubblico. Intanto le cose che non vanno: varietà, fiction con cani poliziotto, le arene con ospiti politici interscambiabili e perfino i talent, che sembrano il non plus ultra dei nostri tempi. Mai visto niente di tutto questo -mi raccontano i ragazzi- che usano il computer al posto della tv, i palinsesti li immaginano liquidi, e in rete trovano praticamente ogni risposta; abitudini consolidate che cambieranno necessariamente il nostro modo di fruire -e di produrre- la tv e che non si possono ignorare, sia in termini di linguaggi che di contenuti.

Le idee, dunque, sparse, forse un po’ confuse ma interessanti.

Umberto, che studia relazioni internazionali, propone sguardi più larghi sull’Europa e sul mondo –gli spazi di informazione sono troppo orientati al palazzo- e format che raccontino la politica dei sindaci e dei cittadini sui territori, quella che a costo zero cerca di migliorare la vita della gente. Aimone, che suona la chitarra in una band emergente e studia biotecnologie, punta su un programma musicale completamente nuovo, una specie di classifica che nasca dalle produzioni per internet e racconti il lato meno paludato della musica.  Con Fabio si ragiona di sport: oltre al calcio c’è molto altro, sottolinea, mentre si parla ancora troppo poco del valore di inclusione sociale del gioco. Vedrebbe bene Alex Zanardi alla Domenica Sportiva, e perché no, anche un po’ di cazzeggio applicato allo sport: basterebbe ibridare alcune specialità che hanno meno appeal (il servizio pubblico si occupa anche di biliardo, bocce, hockey su prato ed altre amenità) con spazi di conduzione brillante. Non sarebbe male, anzi. Tiziano e Michele sono espertissimi di web series. Propongono di sceneggiare tutto il meglio della tradizione italiana del fumetto, con produzioni a basso costo. Nascerebbero prodotti in grado di catturare l'attenzione dei ragazzi ma anche dei genitori, in una sorta di abbraccio narrativo. 

Il motore del rinnovamento in fondo è uno soltanto, semplice e alla base di qualsiasi idea di servizio pubblico: la qualità. La mia proposta è altrettanto semplice: aprire uno sportello permanente su questa generazione e interrogarla sulla nostra tv. Potrebbero scatenarsi cortocircuiti interessanti, e di sicuro ne guadagneremmo tutti. 

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