Young & Furious
22 Novembre Nov 2013 1912 22 novembre 2013

Renzi nemico dei lavoratori

La disperazione per una situazione sempre più insostenibile, il rischio di perdere il posto di lavoro in un contesto economico sempre più preoccupante, l'astio verso una classe politica sempre più incapace di fornire non solo soluzioni, ma nemmeno risposte credibili: tutte motivazioni davanti le quali il rispetto e la riflessione sono d'obbligo.
E' comodo essere seduti a casa propria mentre si scrive di questi problemi quando a qualcuno sta per saltare lo stipendio, non lo nego.
Ciò tuttavia non deve giustificare la mancanza (o la deliberata trascuratezza) di un minimo di onestà intellettuale: va bene protestare, manifestare per cercare di non vedere calpestati i propri diritti, scioperare (anche se magari in un contesto meno anarchico di quello degli ultimi giorni), ma che almeno ce la si prenda con chi è il vero responsabile della vicenda.

Breve contestualizzazione: a Genova da quattro giorni i lavoratori dell'azienda di trasporto locale (Amt) sono in sciopero "selvaggio" a causa della possibilità che vi sia un piano di privatizzazione dell'azienda. Dal 19 novembre il servizio non è garantito, il traffico è in tilt e si susseguono manifestazioni per le vie della città e davanti la sede del Comune.
Il motivo della possibile privatizzazione è il fatto che in capo ad Amt vi sono debiti per 10 milioni di euro, un capitale sociale di soli 8 milioni e l'impossibilità da parte del comune di effettuare una ricapitalizzazione (causa casse vuote): in gergo tecnico tale situazione si chiama "default", fallimento, e la procedura che ne segue è la consegna dei libri contabili in Tribunale.

I sindacati, che in Italia sono soliti discutere ogni proposta che pervenga loro in maniera pacata e ragionevole, urlano contro lo spettro della privatizzazione e bloccano la città, fanno sfilare i propri tesserati e mostrano striscioni di protesta, come quello in figura.


Alcuni lavoratori scioperano e sfilano per le vie di Genova

Con tutta la buona volontà di cui ci si possa dotare, un nesso logico tra la protesta e l'intestare uno striscione con tale accusa al Sindaco di Firenze ancora non sono riuscito a trovarlo. Il Sindaco di Genova infatti è un tale Marco Doria (il quale tra l'altro è stato aggredito fisicamente durata la seduta del consiglio comunale a causa di un'irruzione dei manifestanti), il Presidente della Regione Liguria si chiama Claudio Burlando e il Presidente del Consiglio in carica risponde al nome di Enrico Letta.

Cosa c'entra Renzi dunque?

Non mi si risponda "lui ha privatizzato il trasporto pubblico a Firenze", perchè il motivo della protesta è la probabile privatizzazione a Genova, non a Firenze, e pertanto il responsabile a cui fare riferimento è uno (o più) dei tre nomi citati sopra.
Non accetto nemmeno frasi del tipo "è di destra, liberista" et similia in pieno stile denigratorio, perchè con il caso genovese non c'entrano nulla (non sono argomentazioni intelligenti nemmeno in altri contesti, ma mi limito ad analizzare la questione ligure nello specifico).

Perchè quindi dedicargli una frase del genere?

Una sola spiegazione possibile mi sovviene alla mente: che i sindacati abbiano voluto politicizzare per l'ennesima volta una manifestazione che di politico doveva avere ben poco. Vorrei tanto sbagliarmi (e accetto possibili spiegazioni), ma se così fosse, l'auspicio che con le primarie dell'8 dicembre ci possa essere davvero una svolta culturale, prima ancora che politica, della sinistra italiana è non solo crescente, ma oserei dire d'obbligo.

Francesco Villa
twitter: @frav89

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