Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
25 Novembre Nov 2013 0941 25 novembre 2013

Matteo Renzi e l'aperitivo analcolico riformista.

Cari amici, oggi torna Matteo Laurenti...alle prese con il PD ed i suoi leaders...grazie e buona lettura!

You want the greatest thing
The greatest thing since bread came sliced.
You've got it all, you've got it sized.
Like a Friday fashion show teenager
Freezing in the corner
Trying to look like you don't try.

(Imitation of Life; R.E.M; 2001)

L'uomo copertina Matteo Renzi al netto del 46,7%. Otto punti sul povero addetto ai lavori 38,4 Cuperlo, l'ennesimo uomo senza apparato di Massimo D'Alema. L'asessuato Civati al 9,19. Il mai sentito fuori dai pianerottoli del PD, Gianni Pittella, al 6%.

A lavoro mi hanno minacciato davanti al distributore di bevande calde.

O meglio, mi hanno intimato di non avere rapporti con renziani, amici dei renziani, ex colleghi che ora sono renziani e gente che si sapeva già da come parlava che era renziana.

“Bada bene a quello che fai”.

E poi una risata.

La paura è quella di una divisione molto poco democratica del Partito. Del distacco, della fuga, dell'azzeramento dei vertici del PD, della promessa da mantenere del sindaco di Firenze di governare senza alleanze a sinistra e con un esecutivo totalmente estraneo ai soliti ignoti dentro le larghe intese di Napolitano. La paura è quella di non riconoscersi più tra compagni e compagne, quella di dover ammettere che, finalmente, non è davvero più necessario dire qualcosa di sinistra. Una cosa, quest'ultima che, non solo permetterebbe a molti democratici di tirare un sospiro di sollievo ma che, molto più utile per la salute degli stessi iscritti ai circoli PD, di capire quello che ha in testa l'elettorato vagante che non si identifica con Berlusconi e le sue creature politiche.

In Italia, paese vecchio, si è cercato in ogni modo di dare un rinnovamento nella continuità al post comunismo. Tanto quanto si cerca ora di riformare la Costituzione nel solco dei propri valori che l'hanno concepita. Una necessità fisiologica di mantenere in vita un'idea sinistra. Quella del riformismo immobile.

Nulla deve cambiare nei codici genetici ereditati dai nostri bisnonni, altrimenti si rischia di non avere più la paghetta il 25 aprile. La Costituzione deve assolutamente ed in ogni modo rimanere inapplicabile per le prossime 3, ma anche 4 generazioni.

Matteo Renzi, in fin dei conti, è il vecchio che avanza. Una solida certezza democratica, giusto con quei 20 anni di ritardo sull'economia degl'anni '90 e la sua coeva politica di riforme del capitalismo sociale.

Di fatto però, la sua percezione nell'elettorato dà finalmente un volto alle tante idee di D'Alema, l'uomo che è non mai uscito sconfitto da un congresso. L'uomo che piace alla destra tanto quanto chi di destra non sa nemmeno di esserlo come la stragrande maggioranza dei cittadini che sono pronti a votare Renzi.

In Italia chi vota a sinistra odia visceralmente Renzi perché assomiglia troppo ai democristiani degl'anni '80, quelli che hanno spianato la strada a Berlusconi.

In Italia chi vota a sinistra, lo fa per non far dispiacere al papà o al nonno comunista...i bisnonni in molti casi sono passati, beati loro, a miglior vita.

Chi non avrà ribrezzo a votare alle primarie “aperte” a dicembre, voterà per l'ennesima volta, non a favore di un candidato in cui crede, a parte gl'asessuati, ma voterà per l'ennesima volta per non far vincere l'avversario. Matteo Renzi. Che comunque, secondo i figli e nipoti dei comunisti, avrà i voti della gente comune e quindi di destra.

Le idee senza un volto sono sempre state il cavallo di battaglia dei post comunisti.

Le buone idee erano quelle dei loro antenati, per i volti, si pescava di comune accordo nel Partito. Decidendo di comune accordo.

Matteo Renzi invece ha delle idee non sue molto poco condivisibili al Partito, ha il volto rassicurante di chi è stato allattato al seno almeno fino a sei anni e, cosa più importante ha almeno due avversari, Cuperlo e Civati, che fanno a gara per essere rispettivamente il più simile ad un attrezzo da giardinaggio del Partito ed il più sfigato tra i mancati trentenni hipster per sopraggiunti limiti d'età... (anche se Civati, in realtà potrebbe convergere in sé tutti i voti cattolici).

Dunque martedì prossimo non potrò andare all'aperitivo renziano della mia città anche se ho ricevuto l'invito. Pena il licenziamento.

E a me...lavorare...piace.

Peccato, sarei stato curioso di guardare in faccia queste persone che tanto spaventano la sinistra. La sinistra che lavora, che sta in piazza, che ha una base elettorale solida e felice.

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