Esterismi
25 Novembre Nov 2013 0844 25 novembre 2013

Non dimentichiamo Lo Porto. Non esistono ostaggi di serie B

"Non dimentichiamo Giovanni Lo Porto" è l'appello lanciato da Pietro Barbieri del Forum Nazionale Terzo Settore. Giovanni Lo Porto, è stato rapito in Pakistan il 19 gennaio del 2012 a Multan, nel Punjab pakistano, dopo una giornata di lavoro. Quattro persone armate hanno fatto irruzione nella casa dove viveva con alcuni colleghi e lo hanno portato via insieme con un altro cooperante tedesco. Giovanni era in Pakistan con l’organizzazione non governativa Welt Hunger Hilfe per portare cibo e ricostruire case a favore di migliaia di persone colpite dal terremoto e dall’alluvione del 2010. Il mondo del terzo settore e le ONG hanno scritto una lettera ai Presidenti Napolitano e Letta perché Giovanni possa tornare a casa. In pochi giorni la petizione lanciata in rete ha raccolto migliaia di firme.

"Sappiamo che il dossier Lo Porto è per l'Unità di Crisi della Farnesina in testa alle loro priorità" dice Barbieri. "Seguono giorno per giorno la questione assieme al governo tedesco e tengono contatti con la famiglia di Giovanni". Purtroppo non sappiamo cosa stia accadendo e la riservatezza da questo punto di vista è necessaria".

"Ci lascia perplessi il fatto che il nostro paese non si occupa adeguatamente come successo in altre occasioni, manca la consapevolezza del caso di Giovanni da parte della comunità italiana, della società civile. In Germania c’è sicuramente una attenzione diversa dei media e della comunità, questo rapimento lì non è un caso dimenticato. In Italia invece nessuno parla di un cittadino italiano, un cooperante da oltre 20 mesi ostaggio di non si sa chi".

La petizione può servire? "Sì, cerchiamo sottoscrizioni autorevoli, magari sindaci, opinion maker, politici e non solo di chi nella rete si interessa del caso. Sarebbe auspicabile che il Presidente Letta ne parlasse con la Cancelliera Merkel per produrre iniziativa più forte con governo pakistano".

In altri casi di rapimenti di italiani, anche recenti, giornali, tv e società civile si sono mossi dando risalto alle loro vicende. Vedi il caso Quirico per esempio. Stavolta no. Perchè? Perché non è un giornalista? Non è il celebrato inviato di un quotidiano? Le Ong allora (in calce alla petizione trovate l'elenco) dopo quasi due anni hanno deciso di rompere il silenzio e uscire allo scoperto per ricordare il caso di Giovanni. E per far sì che non sia un ostaggio di serie B.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook