Andrea Guarise
ABC. A-Always, B-Be, C-Closing
26 Novembre Nov 2013 1046 26 novembre 2013

IUC: cambiano i nomi delle imposte, ma il catasto è al palo

È di ieri l’ “ultima” decisione del Governo in materia di fisco sulla casa: ecco la IUC, l’Imposta Unica Comunale.

L’unico commento possibile su questa situazione può essere sintetizzato nel tweet di stamani del giornalista Cristiano Dell’Oste, che mi trova totalmente d’accordo.

E difatti, qui su Linkiesta, che il problema non fosse il nome, o il peso, della tassa sulla casa, era stato ampiamente dibattuto a luglio di quest’anno, e ancora a settembre.

L’aspetto realmente preoccupante dell’intera vicenda è che non si scorge alcun filo logico, dato che la Tari è sostanzialmente la Tares con un nome diverso, mentre la Tasi, è sostanzialmente l’IMU che però non si applica sulla prima casa. E ancora più inquietante è che il reale problema alla base di ogni qualsivoglia considerazione, ovvero la riforma del catasto, attualmente in discussione nella VI Commissione Finanze alla Camera nella proposta di legge 1.122, «delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita», proposta che dovrebbe mettere ordine al sistema attuale, è ferma allo scorso 24 settembre.

Che dire? Benvenuti in Italia, dove i problemi sono ben conosciuti, ma vengono sospesi e rimandati, e mai realmente discussi.

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